Max Fuschetto: Sniper Alley – To My Brother | Recensione

Copertina del disco di Max Fuschetto: Sniper Alley – To My Brother con disegnati due persone a mano

Il compositore Max Fuschetto ha accettato per la prima volta un lavoro su commissione: comporre musica per un film ambientato nell’assedio di Sarajevo (1992-1996). Ce ne parla Gilberto Ongaro

“Non una colonna sonora, bensì un paesaggio sonoro indipendente”; così il comunicato stampa ci spiega l’approccio adottato da Max Fuschetto, per realizzare le musiche per il film Sniper Alley, di Cristiana Lucia Grilli e Francesco Toscani.

La differenza sta nel fatto che una colonna sonora cerca di realizzare un accompagnamento sonoro strettamente legato alle immagini che scorrono. Fuschetto invece ha preferito prendere spunto dalla trama in sé, per avviare una riflessione personale dalla quale sono scaturite le musiche, che quindi accostandosi al film diventano un commento esterno, un contributo intellettuale in più.

Così, viene alla luce l’album Sniper Alley – To My Brother, uscito per NovAntiqua Records. Il susseguirsi dei brani mostra l’eclettismo ricercato da Fuschetto.

Nel primo brano, pianoforte ed archi accompagnano una voce femminile che canta con un’interpretazione emozionante. In “Come Rain Come” il pianoforte è più centrale, e viene circondato da fisarmonica bandoneon e percussioni, per poi dare spazio a una seconda fase per trombone e corno.

Ascolta il disco Sniper Alley – To My Brother

“The good morrow (Opalescent Pendulum ‘a cappella’ Version)” ospita una polifonia vocale, accompagnata da poche note di violoncello e contrabbasso.

Solo tre brani, e già incontriamo tre stili diversi, anche se accomunati da un intento per forza di cose cinematico. La titletrack dà spazio agli archi, che si susseguono in uno sviluppo minimale e graduale ma inarrestabile, che non lascia mai sedersi in una tonalità “d’impianto”: questo dà la sensazione di vagare senza meta. Per “Bornian Nursery Rhyme”, una voce recitante viene filtrata da un effetto e siamo catapultati in un sinistro ambient elettronico.

Con “Durme Durme”, la melodia cantata è condita con fioriture folk, e nell’orchestrazione sentiamo il clarinetto e l’oboe. Dopodiché arriva un curioso esperimento: “L’Escalier de Drake (a Nick Drake)”. Come suggerisce il titolo, il brano è dedicato al cantautore inglese, e Max Fuschetto ci racconta che il brano è frutto di un ricordo molto vago della sua “Cello Song”. Infatti, i due brani non hanno somiglianze. Al posto degli arpeggi di chitarra acustica di Drake, abbiamo un incedere regolare e febbrile di accordi di pianoforte, colorati da fiati sotterranei (suonati piano, per dare maggior corpo ai bassi del piano), e accompagnati da una lenta batteria che fa sembrare il pezzo una specie di trip-hop sui generis.

“Opalescent Pendulum” ora torna senza parole: il tema è affidato a un glockenspiel, (sempre accompagnato dagli archi), che rende questo pendolo magico.

Infine, l’album è chiuso da “Oboe sommerso”, un ultimo esperimento elettroacustico, dove l’oboe “normale” suona malinconico affiancato da un’altra linea dello stesso oboe, ma che suona nell’acqua, ottenendo un timbro gorgogliante, mentre le percussioni suonano in maniera incessante ma morbida. L’armonia non procede per accordi ma quasi per contrappunto, anche se non sempre.

Questa è la personale interpretazione delle scene di “Sniper Alley” a cui Max Fuschetto ha assistito. Ed è un’occasione per conoscere le sue doti compositive e la sua fantasia, che si può esplorare anche distaccandosi dalla visione del film.

Social, web e Contatti

  • Max Fuschetto: www.maxfuschettomusic.com
  • NovAntiqua Records: www.novantiqua.net
  • Facebook: https://www.facebook.com/Max-Fuschetto-1617249271882161

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