Max Manfredi: “Dremong” è il suo nuovo album

Dremong è il nuovo album del cantautore Max Manfredi: un disco trasversale, progressive e nostalgico

Max Manfredi Dremong copertina disco

Max Manfredi “Dremong”

Il nuovo album di Max Manfredi si intitola “Dremong”: “Dremong” l’orso tibetano totem dell’album è un inquieto ed inquietante essere dal carattere – tradizionalmente – malvagio e che tende spesso ad alzarsi sulle zampe in posizione eretta, simile agli Umani, tanto da aver dato origine, secondo alcuni, alla leggenda dello Yeti, l’Abominevole Uomo delle Nevi. Un orso imprendibile che abita le altitudini e le solitudini himalayane, e ogni tanto si mostra al consesso umano… I suoni delle tastiere vintage si sposano con quelli della chitarra classica, della chitarra elettrica, di strumenti tradizionali come il glockenspiel, la concertina, gli orientali gu-qin e go-zen, i flauti, il violino, la batteria, le percussioni e il basso fretless.

“Dremong” è un disco trasversale: progressive solo nei timbri, nostalgico della world music europea, affamato di accenni rock. In sostanza, è un album fatto da musicisti, con canzoni originali e inconfondibili, realizzate con passione artigianale senza imposizione di confini. Se infine di stile bisogna parlare, ecco lo stile “Dremong“!

Il progetto Dremong è stato realizzato con il sistema del crowdfunding, avviato e concluso su MusicRaiser, con la partecipazione di 201 raisers.

TRACK BY TRACK

 01 – 02 Dremong La ballata, in tinte vagamente “progressive”, dell’Orso del Tibet, braccato per estrarre la bile dal suo fegato.

 03 Disgelo Dietro lo sfogo apocalittico di un piazzista in trasferta invernale, il fallimento della new economy e della sua cultura.

 04 Diadema Un posto improbabile dove si beve e si fuma a lume di candela e si esce, fuori dalle mura e fuori di testa, a guardare la luna. Un locale notturno popolato da reduci e profughi discreti; e l’incanto di un dipinto in cui riconoscere un sogno d’amore che travalica le generazioni, fino a proiettarsi in un futuro indecifrabile ma fiammeggiante.

 05 Notte Canzone ipnagogica, parla dall’insonnia ed invoca il sonno e i sogni.

 06 Finisterre Un viaggio fantastico sulla rotta della caravella raffigurata nei vecchi pacchetti di Nazionali esportazione. Un omaggio commosso alle radio ad onde medie.

 07 Rabat girl Hard boiled story ambientata a Gibilterra. Personaggi come foto segnaletiche. Danze, droga e prostituzione, un caso irrisolto, l’omicidio di una giovane danzatrice.

 08 Piogge Ogni mese una pioggia, ogni pioggia pretesto per nominare un mese sull’esempio di illustri precedenti medioevali, rinascimentali e odierni, figurativi, poetici e musicali.

 09 Inutile L’ottimismo un po’ forzato e volenteroso di un immigrato italiano fuori dalla sua patria all’epoca del film muto.

 10 Sangue di drago Omaggio musicale alla rebetika greca, canzone d’amore e di morte, come nella migliore delle tradizioni. O forse è tutto un sogno.

 11 Il negro Canzone d’amore per delega. ll “negro” è chi scrive al posto di uno scrittore famoso.

 12 Sestiere del Molo Canzone astiosa e visionaria insieme. Ricordi della Genova di trent’anni fa, cristallizzata in luoghi, ricordi e personaggi. Nulla di pittoresco, anzi. Invettive dolorose fino all’insensato, come i deliri di un ubriaco professionista.

 13 Anni 70 uno sguardo obliquo, un sottilissimo taglio su un’epoca catastrofica e familiare. Dai canti stellari dei boy scout al “sorriso laccato” magico e consolatorio degli anni ’80 che compare a sorpresa sulle strade della rabbia e del fallimento.

 14 Le castagne matte Un canto della resistenza che non era stato ancora scritto, e non sembra nemmeno scritto in Italia. Desolato e struggente.

Info: http://www.maxmanfredi.com

Pagina facebook dremong: https://www.facebook.com/groups/715546815163576/?fref=ts

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