RITRATTI MUSICALI | Michael Jackson: the King of Show

A quasi 10 anni dalla morte di Michael Jackson, in questo “ritratto” oltre alla sua biografia e storia vi raccontiamo i segreti del successo del Re del Pop. Da Billie Jean al Dangerous World Tour, Michael Jackson rivoluzionò il mondo della musica e dello spettacolo: dopo di lui, nulla fu più come prima.

Michael Jackson è nato a Gary, il 29 agosto 1958 e morto a Los Angeles il 25 giugno 2009. E’ considerato uno degli artisti più influenti di maggior successo di tutti i tempi, nonché il più grande intrattenitore mai esistito. Il suo album Thriller è in assoluto il più venduto di sempre, con ben 100 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Blog della Musica dedica a Michael Jackson un ritratto musicale con storia, biografia, discografia e aneddoti:

  1. Michael Jackson biografia
  2. Motown25: L’inizio di tutto
  3. Michael Jackson: il più grande intrattenitore di tutti i tempi
  4. Dangerous 1992: il Tour che cambiò la storia
  5. Il segreto di Michael Jackson è nel ballo
  6. Lo sguardo di fuoco di Michael Jackson

Motown 25: l’inizio di tutto

Era il 25 marzo 1983 quando, in occasione del concerto celebrativo dei 25 anni della Motown Records, Michael Jackson, un giovane artista dell’etichetta discografica si esibiva cantando Billie Jean, il suo ultimo singolo.

Dopo aver interpretato assieme ai suoi fratelli alcune delle canzoni più famose dei Jackson 5, quali I’ll be there e Never can say goodbye, il gruppo con cui iniziò a cantare prima di dedicarsi alla carriera da solista, Michael, con uno sguardo ammiccante rivolto agli spettatori, disse: “I like a lot those songs, but, especially, i like the new songs”. Indossò il cappello e, appena cominciò il brano, “Il pubblico in sala esplose letteralmente per l’euforia. Non fu un boato, ma piuttosto il suono di un intero auditorium che inizia a gridare in contemporanea, come per un’improvvisa paura generale…” Questa fu la testimonianza di Cristopher Smith, uno dei giornalisti presenti in sala, il quale non si aspettava affatto una reazione così euforica da parte degli spettatori. Non fu tanto il fascino della canzone a scatenare gli animi del pubblico, bensì la memorabile performance di Jacko. Infatti, sebbene fin da bambino esibendosi con i Jackson 5 avesse già palesato una spiccata vocazione per il ballo, quella sera stupì i suoi fans (e di lì a poco il mondo intero) sfoggiando alcuni dei suoi passi di danza più famosi, tra cui il celebre Moonwalk, la camminata sulla luna.

Di lì a poco il mondo intero avrebbe ammirato lo straordinario talento dell’artista, riconoscendo Michael Jackson come The King of Pop.

Michael Jackson: il più grande intrattenitore di tutti i tempi

famiglia Michael Jackson

Un ritratto della famiglia Jackson

Era il 29 agosto 1958 quando a Gary, Indiana, nacque il settimo di nove figli della famiglia Jackson: Michael. Nella biografia scritta da suo fratello Jermaine, l’artista viene descritto come introverso, timido, ma anche scherzoso e divertente, ma soprattutto brillante ed estremamente determinato a esprimere se stesso attraverso la musica. Fin dagli esordi con i Jackson 5, il padre Joseph, certo del grande talento dei ragazzi, li costringeva a esercitarsi ogni giorno per ore a preparare i loro pezzi. Michael aveva poco più di sei anni quando si unì a cantare con i suoi fratelli, e non passò molto tempo prima che Joseph si accorse che era proprio l’ultimo arrivato nel gruppo ad avere la stoffa del frontman, dimostrando di essere un vero e proprio animale da palcoscenico, una qualità che non perse mai negli anni. Ciò che più sorprende degli spettacoli di Jacko, infatti, è la sua inconfondibile smania di stare sul palco e di stregare il pubblico con la magia del suo show.

Dalla sera dell’anniversario della Motown Records, il nuovo Elvis Presley, come lo definì la stampa, inscenò centinaia di concerti migliorando negli anni la qualità dell’intrattenimento che proponeva. Gli anni ’80 e ’90, infatti, videro coinvolti Michael e i suoi collaboratori artistici a preparare alcuni degli spettacoli più memorabili di sempre: dalla modesta scenografia dell’one man show nel teatro della Motown alle strabilianti coreografie del Bad World Tour nel 1987, fino all’indimenticabile Dangerous World Tour (1992), ricco di colpi di scena ed effetti speciali mozzafiato.

Dangerous 1992: il Tour che cambiò la storia

Michael Jackson Dangerous World Tour

Michael Jackson durante il Dangerous World Tour nel 1992

Se oggi andare a vedere un concerto musicale è ritenuta un’esperienza estremamente emozionante e sensazionale, è anche grazie a Michael Jackson. Il Dangerous World Tour segnò senza dubbio l’inizio di una nuova era dello spettacolo: esplosioni, effetti pirotecnici, giochi di illusionismo e scenografie quasi cinematografiche. Per cominciare lo show, il cantante si catapultava sul palco da una botola sottostante, scatenando le grida di eccitazione degli spettatori. Al ritmo di “Jam”, “Smooth Criminal” e “Thriller”, l’artista sapeva come far impazzire letteralmente i suoi fans, alcuni dei quali svenirono per la troppa emozione, proprio come spesso succedeva negli anni ’60 ai concerti dei Beatles o di Elvis Presley.

Ogni esibizione era curata nei minimi dettagli quasi in modo ossessivo dal cantante, come poi raccontarono alcuni dei suoi collaboratori: dai vestiti di scena alle coreografie spesso molto complicate, che quasi sempre comprendevano decine di ballerini, fino agli innumerevoli effetti speciali, tra i quali l’utilizzo di un Jet pack con cui volava sopra la folla alla fine del concerto.

Il segreto di Michael Jackson è nel ballo

Eppure, se ancora oggi Michael Jackson è considerato uno dei più grandi intrattenitori di tutti i tempi, non fu di certo solamente grazie agli effetti si scena che lui stesso escogitava per rendere strabilianti le sue performance, come ad esempio il celebre 45° Degree Lean (inclinazione antigravitazionale), eseguito durante Smooth Criminal. Il suo talento nella danza era sicuramente una delle peculiarità più strepitose e impressionanti di questo artista. Non per altro, infatti, nei suoi concerti era spesso prevista un’esibizione puramente di ballo, in cui Jacko si esibiva in alcuni passi della Street Dance e dell’Hip hop, degli stili di danza che grazie al successo ottenuto dal cantante sono divenuti negli anni molto popolari in tutto il mondo.

Michael Jackson live

Michael Jackson live

Eppure, Michael Jackson non fu l’unico artista capace di intrattenere il pubblico con il ballo. Infatti, anche artisti del calibro di James Brown ed Elvis Presley divennero famosi e apprezzati per i loro passi di danza che spesso eseguivano durante le esibizioni: dalla Camel Walk del cantante funk al celebre movimento di bacino di Elvis the Pelvis, come fu soprannominato dalla stampa.

Tuttavia, a differenza dei suoi precursori, Jackson non ballava per accompagnare le sue canzoni, bensì per lui la danza rappresentava il fulcro dell’esibizione stessa. È pressoché impossibile immaginarlo mentre canta Billie Jean senza eseguire il Moonwalk o Bad senza ballare per il palco. La maggior parte dei suoi brani, infatti, furono concepiti per esprimere la sua arte anche attraverso la danza, senza la quale le sue canzoni non avrebbero di certo conquistato il mondo intero con lo stesso pathos emotivo.

Lo sguardo di fuoco di Michael Jackson

In un’intervista rilasciata dopo la morte dell’artista, Luca Tommassini, ex ballerino per Jackson e Madonna, raccontò che quando iniziò a lavorare con Michael era ancora intimidito e insicuro e non osava distogliere lo sguardo dal pavimento durante le prove.

Così, il cantante si avvicinò e gli disse: “Ricordati che quando balli devi sempre avere un segreto negli occhi, devi sempre guardare chi hai davanti e aggredirlo con lo sguardo, come se gli volessi dire qualcosa ma non puoi usare la parola.” Era questa la vera chiave segreta di Michael, capace di aprire i cuori delle persone attraverso la danza e la musica, regalando un pezzo della propria anima in ogni sua esibizione.

In quella storica serata alla Motown, appena iniziò a ballare sulle note di Billie Jean, gli spettatori presenti non seppero più distogliere lo sguardo da quella scintillante giacca di Paillettes: ma, in effetti, chi c’è mai riuscito?

di Leonardo Capobianco

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