RITRATTI MUSICALI | Ciao Milva, “mia bella Rossa”

Milva, La Rossa, la Pantera di Goro, se n’è andata in silenzio, ma continuerà a ruggire nelle sue incisioni, ben 173 album. In questo articolo una breve storia biografica della celebre cantante

Il 24 aprile del 2021 è morta Milva, registrata all’anagrafe Maria Ilva Biolcati, perché secondo il parroco non avrebbe avuto nessuna santa protettrice a vegliare su di lei. Eppure con quel nome, Milva, è stata conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Classe 1939, ma l’età anagrafica è solo un numero quando si è un talento del genere, ha cominciato giovanissima partendo da un paese di pescatori sulle sponde del Delta del Po, Goro appunto.

Il tempo è un dettaglio per il talento

Milva aveva una voce unica nel panorama musicale italiano non soltanto degli anni ’60, ma anche di quello attuale. Una capacità interpretativa come poche, affinata dall’incontro con Giorgio Strehler, grazie al quale divenne una delle più importanti interpreti del repertorio di Bertolt Brecht a cui ha dedicato ben 4 progetti discografici.

Milva, Canzonissima 1971

Milva, Canzonissima 1971

Un’artista talmente talentuosa che il maestro Ennio Morricone la omaggiò con un intero LP: Dedicato a Milva da Ennio Morricone.

Talmente raffinata da rendere epocale l’interpretazione di Alexander Platz di Franco Battiato, una interpretazione davvero difficile da eguagliare e che forse non lo sarà mai.

“Alexander Platz, Auf-widersen
C’era la neve
Ci vediamo questa sera
Fuori dal teatro,
Ti piace Schubert?”

Milva: artista a 360 gradi

Milva non è stata solo una cantante, non è stata solo un’attrice di teatro, non è stata semplicemente un’interprete unica. Con Milva la parola artista ha assunto in pieno il suo significato, quello con la A maiuscola: capace di spaziare da un repertorio più leggero ad uno più ricercato, ma con la stessa identica intensità.

Poco importa se agli inizi, negli anni ’60, la contrapponevano a Mina, tra la Tigre di Cremona e la Pantera di Goro non c’è mai stata vera rivalità, erano due pianeti diversi eppure paralleli che giravano attorno a quel sole chiamato Musica.

Tra le sue ultime collaborazioni c’è stata anche quella con Alda Merini. Con lei nel 2004 ha realizzato un intero album con le liriche della poetessa musicate da Giovanni Nuti.

O Bella ciao, ciao, ciao

L’addio alle scene era cominciato nel 2010 quando Milva ha deciso di ritirarsi dai live per dedicarsi solo alle incisioni, è proprio in quell’anno che ha pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Battiato Non conosco nessun Patrizio. Tornata brevemente in teatro nel 2011 con La variante di Lüneburg  nel 2013 si è ritirata definitivamente dalle scene.

Fa effetto pensare che La Rossa sia morta alla vigilia di una delle sue feste preferite: il 25 Aprile, anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Forse a suo modo ha voluto sottolineare l’importanza di questo giorno, per non dimenticare il suono dolce della parola libertà.

Sì perché La Rossa, come era soprannominata, era anche il titolo di una canzone scritta per lei da Enzo Jannacci brano che giocava sulla doppia valenza del colore dei suoi capelli (rossi come il fuoco e la passione) e la fede politica di sinistra.

Milva non c’è più, ma le sue canzoni continuano ad essere la prova tangibile che La Rossa è stata ed è un patrimonio da consegnare al tempo perché rimanga con noi il più a lungo possibile.

Sarebbe uno spreco dimenticarsi di tanta grazia e bellezza.

“Sparivano microfoni e lustrini
la rossa cominciò a cantar
sparivano microfoni e lustrini
quando la rossa cominciò a cantar
poi lei si lasciò impallidire
e poi le venne da morire
e poi fu come andare in fondo al mare
finché l’applauso finì”.

L’applauso non è finito, aspettiamo il bis. Da qualche parte, nel teatro della vita o dell’etere.

E la riconosceremo subito. Dalla folta chioma e dal timbro inequivocabile.

Grazie Milva per tutto il bello che ci hai lasciato.

Ascolta Milva nella versione originale di Bella Ciao, il canto delle mondine

Credits fotografici

  • Milva, foto di Copertina: https://www.adnkronos.com/
  • Milva: https://elpais.com/

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