MOZART. Piero Buscaroli svela l’imbroglio del Requiem

Piero Buscaroli svela nel suo libro il mistero, anzi i cento misteri che circondano la più famosa delle composizioni di W.A. Mozart: il Requiem

MOZART. Piero Buscaroli svela l'imbroglio del Requiem

MOZART. Piero Buscaroli svela l’imbroglio del Requiem

Mozart non volle finire il Requiem perché ne aveva vergogna. Come deliberata punizione del vanitoso bugiardo che gli aveva negato il diritto a firmare il suo ultimo lavoro, scrisse il Requiem del conte Walsegg Stuppach, e non il Requiem di Mozart. Ma il piacere della vendetta gli fu tolto dal terrore, presto sopraggiunto, che con tanti che ne mormoravano il «segreto», il «Requiem del conte Walsegg» venisse davvero attribuito a lui.

Il mistero, i cento misteri del Requiem, sono tutti qui. Io me ne persuasi dopo che nel 1991 ebbi comperato a Milano una delle nove copie che vi si vendettero nella seconda edizione, «Offenbach a/M, bey Joh. André, 31 December 1826», che contiene la lettera in cui l’oboista Zawrzel di Amsterdam aveva raccontato all’André tutta la miserabile storia. Il racconto, saldo e coerente, provvisto d’ogni evidenza di autenticità, fu dapprima coperto e soppresso, poi ignorato e infine dimenticato dai musicologi affinché trionfasse la catasta di menzogne che, fino al giorno in cui crepò, il 6 Marzo del 1842, cinquant’anni e tre mesi dalla morte del primo Marito, inventò e raccontò Constanze vedova Mozart e poi vedova del Consigliere Von Nissen (il Von nobiliare era un’altra invenzione sua).

Friedrich Blume aveva intuito la verità, lo desumo da un vago e pure acuto accenno; ma, già vecchio, non ebbe l’animo di impegnarsi in una rissa austriaca di quel calibro. Dopo che, ai primi di quest’anno, la Rizzoli ristampò la mia “Morte di Mozart” del 1996, trasferii all’editrice Marietti il secondo libro, già pronto, “Al servizio dell’Imperatore”, e decisi di chiudere i miei annali mozartiani, il 25 Ottobre veniente, con il soppresso e ora ignoto racconto di Zawrzel.

A Milano il caso era talmente incognito, che nessuno pensò a sopprimere le superstiti copie dell’edizione André, o a mutilarle di quella lettera bomba. Che in questa piccola brochure è contenuta e ritessuta, come doveva, coi lacerti ormai difficili a ricomporre. E tuttavia, vedrà il lettore, ben chiari e leggibili. Omaggio alla Verità, che gli storici della musica e i musicologi di mestiere onorano così poco e così male.

Info: http://www.zecchini.com

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