W.A. Mozart: lo strano caso della Sonata K 310

Il manoscritto della Sonata K 310 per pianoforte di W.A. Mozart nel corso dei secoli è stato oggetto di varie peripezie. Vediamo la storia di questa composizione per pianoforte solo che Mozart scrisse quando era a Parigi…

W.A. Mozart compose la Sonata K 310 per pianoforte solo nell’estate del 1778 (il brano fu poi pubblicato nel 1781) durante uno sfortunato e tragico soggiorno a Parigi (settembre 1777-gennaio 1779): sfortunato perché il compositore non trovò nella capitale francese quella riconoscenza e quella considerazione che pensava di incontrare (le sue composizioni erano troppo distanti dai gusti musicali parigini per poter essere apprezzate); tragico perché in questo stesso periodo il musicista, allora ventiduenne, perse la madre, venuta con lui nella capitale francese, che morì dopo una lunga malattia.

Anna Maria Pertl mamma di Mozart

Anna Maria Pertl (Sankt Gilgen, 25 dicembre 1720 – Parigi, 3 luglio 1778) fu la madre di Wolfgang Amadeus Mozart e Maria Anna Mozart

Della Sonata K 310 sappiamo che il manoscritto originale nel corso dei secoli è stato vittima di varie vicissitudini. Anche se non sono attualmente a nostra completa conoscenza tutti gli avvicendamenti riguardanti questo manoscritto di Mozart e quelle poche notizie di cui si ha una documentazione sicura sono alquanto confuse, proveremo in questo articolo a tracciarne una cronistoria.

Il manoscritto della Sonata K 310 di Mozart

Passiamo quindi a parlare delle vicende di cui è stato oggetto il “pezzo di carta” vero e proprio di Wolfgang Amadeus Mozart. Si sa che su questo è riportata la data Paris 1778, ma da questa data in poi si apre un intervallo di tempo comprendente vari anni e per arrivare a fatti di sicura documentazione occorre aspettare la primavera del 1955 quando un tale di nome Kallir Rudolph, il quale sapeva che il manoscritto si trovava presso la “Preussischen Staatsbibliothek” di Berlino, accettò la proposta di un commerciante di New York di acquistare la sonata ad un prezzo non basso. Il 12 maggio del 1955, Kallir Rudolph ricevette la notizia che il manoscritto della sonata in questione era stato scambiato con uno di G.F. Händel per mano della biblioteca di Berlino. Lo confermava una ricevuta della biblioteca berlinese datata 3 agosto 1924 nella quale il direttore di quel tempo, Altmann, affermava che un signore di Mainz aveva scambiato il manoscritto della sonata K 310 di Mozart con uno di Händel.

Questo episodio fu tuttavia smentito il 2 ottobre del 1956, quando la sezione musicale della biblioteca statale di Berlino Est scrisse a Kallir Rudolph che la rivista “Die Musikforschung” aveva pubblicato un articolo di Oswald Jones nel quale si riconosceva che l’autografo della Sonata K 310 era nelle sue mani. Nell’articolo si spiegava inoltre che l’autografo faceva parte di una serie rubata alla biblioteca che, di conseguenza, si proclamava vera proprietaria del manoscritto. Si scoprì così che la ricevuta firmata dall’allora direttore della “Preussischen Staatsbibliothek”, Altmann, nella quale si parlava di uno scambio di manoscritti, era un falso. Ciò che era realmente accaduto era una sottrazione, da parte di un ex direttore della biblioteca, Krueger-Riebow, il quale fu poi arrestato, di una serie di preziosi manoscritti poi rivenduti.

Alla fine, dopo vari ricorsi ad avvocati, si riconobbe che Kallir Rudolph era il legittimo proprietario del manoscritto in quanto il reato era ormai caduto in prescrizione.

Così nel 1969 l’allora direttore della biblioteca di Berlino Ovest, il dottor Elvers, propose a Kallir Rudolph di acquistare il manoscritto. Rudolph rifiutò l’offerta, e quando lo stesso direttore propose a Rudolph di firmare una clausola nel suo testamento nella quale dichiarare di lasciare il manoscritto alla biblioteca dopo la morte il possessore rinnovò il rifiuto. L’indisponibilità era data dal fatto che il proprietario del manoscritto della sonata K 310 era dovuto scappare dalla Germania nel 1939 per le persecuzioni naziste.

Per quanto riguarda le successive vicende di cui fu oggetto il documento, le informazioni attualmente disponibili affermano che fu successivamente la Pierpont Morgan Library di New York ad entrarne in possesso.

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E dopo avervi raccontato questo aneddoto sulla Sonata K 310 di Mozart direi di passare all’ascolto della stessa eseguita dal pianista Grigory Sokolov e, se sapete leggere la musica, potete seguirne l’esecuzione nello spartito… anche se non è il manoscritto originale di cui abbiamo parlato.

Enrico Marchiori

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W.A. Mozart: perchè compose la Sonata K 310 per pianoforte?

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