La Musica prima del Suono. Musica nella mente, suono nel corpo

Alessandro Zignani pubblica per Zecchini Editore La Musica prima del Suono. Musica nella mente, suono nel corpo, un libro che ci spiega cosa succede nella nostra mente quando pensiamo alla Musica…

La Musica prima del Suono Musica nella mente, suono nel corpo copertina libro Alessandro Zignani

La Musica prima del Suono. Musica nella mente, suono nel corpo di Alessandro Zignani

La Musica prima del Suono. Musica nella mente, suono nel corpo è il nuovo libro di Alessandro Zignani edito da Zecchini Editore.

Che cosa succede nella tua mente quando pensi alla musica? Quali processi si attivano a simulare il primo suono; in che modo la struttura di un’intera sonata o sinfonia diventa una “figura”: un luogo che puoi “abitare”? Sapevi che tutte le esperienze del tuo passato si frappongono tra la tua intenzione di interprete e l’esito della tua esecuzione? L’interpretazione si decide nella delicata interazione tra mente e corpo, prima ancora che tu abbia prodotto alcuna nota. L’antica Mnemotecnica, cara agli oratori e i filosofi greci e latini, e portata al suo massimo fulgore da Giordano Bruno (che per questo ci rimise la vita) non era solo un’arte della memoria: era una strategia per “pensare con il corpo”; “vedere”, “toccare” le idee.

Negli ultimi anni, le neuroscienze hanno dimostrato che la mente non conosce ciò che il corpo non sa: un concetto da sempre presente nelle culture orientali. Parte di queste scoperte passa attraverso la musica: l’unico linguaggio che fa funzionare allo stesso tempo entrambi gli emisferi cerebrali. Questo libro vuole essere la fondazione di una nuova Mnemotecnica, capace di integrare la sapienza degli Antichi con ciò che le neuroscienze hanno scoperto su come il cervello, pensando la realtà, diventa mente. Attraverso un’approfondita discussione teorica e una serie di “strategie” pratiche, il libro vuole eliminare i blocchi emotivi, le contratture fisiche, i vuoti di memoria in modo scientifico, oggettivo, risolutivo. Questo viaggio nel mistero più profondo della nostra vita: la mente, ci può insegnare a decidere quali automatismi, quali istinti far nostri e quali eliminare. In altre parole: ci insegnerà la libertà e l’autocoscienza necessarie per fare la musica che vogliamo, come vogliamo.

La Musica prima del Suono. Musica nella mente, suono nel corpo di Alessandro Zignani si divide in tre parti. La prima è un ripensamento sistematico delle tecniche di apprendimento e di conoscenza della musica. Le neuroscienze hanno decodificato i processi mentali sottesi al
fare musica; ora sappiamo che cosa fare, e che cosa evitare, quando il suono percepito, nel cervello, diventa “discorso”; oppure quando esso, immaginato, discorso ancora non è. Ho ritenuto necessario, dunque, per prima cosa procedere ad una tabula rasa di vecchi preconcetti ancora dominanti nelle normali modalità di approccio alla musica. Continuare in simili metodiche sarebbe come viaggiare utilizzando un GPS senza indicare alcuna meta: lasciando che l’apparecchio si orienti volta per volta secondo casuali connessioni di campo. In musica, più che in altri codici significanti (lasciamo perdere il “linguaggio”, che con la musica nulla a che fare) vale la massima di Gaetano Salvemini«la cultura è ciò che rimane dopo aver dimenticato tutto ciò che si è studiato».

Con la seconda parte comincia, dopo la pars destruens, la pars construens. L’immagine del teschio “parlante” di Yorick veicola un rovesciamento di prospettiva: qui, è il cervello stesso a parlarci, e i suoi pensieri diventano, in noi, “discorso”. La nostra nuova Mnemotecnica vi viene osservata dal punto di vista dell’interprete. L’analisi dei processi mentali e la definizione delle “strategie” per portarli alla luce agiscono su quel complesso sistema metodologico che porta dalla percezione interiore della forma alla evocazione immaginaria delle linee musicali, fino all’esito estetico di simili dinamiche: l’esecuzione. Tutte le componenti inconsce, sensoriali, somatiche, dell’interpretazione verranno portate alla coscienza; ogni pulsione originata dal sedimentarsi di traumi e/o memorie nascoste diverrà “intenzione” consapevole. L’interpretazione, sempre esito di scelte, deve essere un atto di libertà. La musica è l’unico codice significante nel quale i due emisferi cerebrali funzionano contemporaneamente, in perfetta sinergia. La musica, quindi, deve liberarci dai blocchi emozionali – è per quello che l’abbiamo, intenzionalmente o no, scelta – non lasciarli scorrazzare nella nostra psiche come bambini cresciuti in grigie palazzine di quartieri soggetti a speculazione edilizia, se vengono liberati in un parco giochi.

La terza parte scende nel profondo della creazione artistica: il mistero della mente mitopoietica; ovvero capace di rendere “mito”, storia dai contenuti universali, l’esperienza privata del creatore.
Prendendo in esame gli archetipi: i modelli simbolici, di tre compositori, e le varie tensioni formali e “figure” mnemotecniche nelle quali essi diventano “l’opera”, indagheremo i meccanismi alchemici del processo creativo, che le neuroscienze hanno reso “grammatiche” verificabili. Il compositore, quando crea, e` interprete di se stesso, e diventa didatta di nuovi linguaggi: maestro di strategie volte a operare il proprio stesso superamento. Nella terza parte il libro, che fino ad allora seguiva la “figura” della Fuga, diventa un Canone inverso. Se c’è una rivoluzione alla quale le neuroscienze sono riuscite, è l’aver invertito il cannocchiale di Galileo: da qualche tempo, esso scruta dentro di noi, e vede nella mente uno specchio del cosmo. In tutto questo libro, la musica non viene vista soltanto come un’arte: è una scienza della mente. I neuroscienziati stanno usando la musica come passepartout per entrare nei labirinti della psiche. All’origine del nostro  innamoramento per la musica sta l’inconsapevole nostra coscienza originaria di questa sua mistica, metafisica natura. Che poi la mistica e la metafisica diventino, nella musica, “sensazione”: questo, è un mistero che eccede quello della mente umana. E` il mistero, come vedremo, del cosmo stesso. Della sua ‘‘musica’’.

Nelle “strategie” sono state indicate le battute delle partiture a cui si fa riferimento. Tuttavia, anche chi non sia in grado di leggere la musica può, attraverso l’ascolto dei brani e la loro “visualizzazione” mnemotecnica, comprendere e utilizzare questa psicodinamica in grado di rendere cervello e corpo un’unica “mente”.

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Info: www.zecchini.com

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