INTERVISTA | Nah Deal: Supaweapon Riddim, una produzione dal respiro internazionale

Nah Deal Production ci presenta la sua nuova produzione Supaweapon nata durante un viaggio in Jamaica. Ecco l’intervista su Blog della Musica…

Supaweapon Riddim, una produzione di respiro internazionale, ci raccontate quando è nata l’idea di quest’ambizioso progetto?
L’idea di realizzare il riddim è nata nel momento in cui, durante il nostro ultimo viaggio in Jamaica, abbiamo visto il video dell’ultimo singolo di Jah Farmer Supaweapon trasmesso su un’emittente televisiva locale. Da quel momento attraverso links instauratisi sull’isola, hanno cominciato a concretizzarsi le collaborazioni con gli artisti presenti sul riddim, Luciano, Asante Amen, Peter Lloyd, Ras Tewelde e Jah Farmer. Produrre grandi artisti internazionali della scena reggae è sempre stato uno dei nostri obiettivi principali che finalmente con Supaweapon riddim siamo riusciti a realizzare.

Siamo curiosi di sapere cosa si prova a lavorare con artisti come Luciano, riconosciuta e affermata star internazionale della reggae music.
Luciano è indubbiamente un’icona della musica reggae ed una persona con una carica spirituale eccezionale, per questo motivo viene chiamato “The Messenjah”. Un artista come Luciano è spesso in tour per il mondo e siamo riusciti a registrare il brano giusto prima che partisse per la “Reggae Cruise” organizzata da Damian Marley (figlio di Bob Marley). E’ stata indubbiamente un’esperienza che ci ha arricchito artisticamente e professionalmente e di sicuro siamo decisi a ripeterla.

Nah Deal, una label, una crew, una band. Ci raccontate di più sul vostro percorso?
Nah Deal Production
nasce nel 2012, fondata da Jah Farmer & Fyahstation. (rispettivamente singer/producer e Mc/media). Abbiamo sempre avuto l’aspirazione di collaborare con artisti internazionali e già qualche anno fa ci siamo orientati in questa direzione con la partecipazione di Laza Morgan (dei Morgan Heritage) nel singolo di Jah Farmer Betta Day. Nel corso degli anni Nah Deal è cresciuta ed oltre alla label è nata anche una riddim band che accompagna Jah Farmer nelle sue esibizioni. La presenza di musicisti nella Nah Deal family ha influenzato anche il sound delle produzioni che sempre più spesso abbracciano sonorità più analogiche che digitali.

Dopo il trasferimento in Spagna del Rototom Sunsplash, qual è, a vostro avviso, lo stato di salute del reggae in Italia e cosa pensate ci riservi il futuro?
Il trasferimento del Rototom in Spagna è stata di sicuro una grandissima perdita e tutti sappiamo quanto sia stato doloroso. E’ anche vero d’altro canto che il Rototom ha circa triplicato il pubblico presente al festival da quando si tiene a Benicassim. In Italia ci sono comunque tantissimi eventi che mantengono viva la fiamma della reggae music, in estate il reggae calendar è fittissimo di eventi e in ogni città c’è una scena reggae piccola o grande che sia. Il futuro è sicuramente promettente, ci sono tantissimi giovani cantanti e producers che stanno ottenendo già un certo riscontro sia in Italia che all’estero ed è segno di ottima salute e buone prospettive.

Quali sono i progetti futuri per la Nah Deal Production?
Siamo già al lavoro per il prossimo singolo di Jah Farmer dal titolo Rozeen e stiamo organizzando le riprese del video che lo accompagnerà. Vi anticipiamo solo che sarà la prossima Ganja Anthem e che abbiamo già in mente alcuni artisti da coinvolgere per la realizzazione del prossimo riddim.

Un’ultima curiosità, quali sono le analogie più evidenti tra la realtà napoletana e quella giamaicana e quanto queste influenzano poi la musica che viene creata?
Le analogie sono tante, da quelle culturali a quelle sociali. L’uso del dialetto come lingua principale, la capacità di adattarsi, arrangiarsi, far fronte a situazioni di difficoltà e disagio e l’enorme musicalità innata, sono alcuni tra i caratteri che più accomunano entrambi i popoli. Purtroppo anche contesti di violenza e criminalità sono  parte di queste realtà e si riflettono direttamente sulla musica locale. In Jamaica molto spesso nei testi delle canzoni reggae e dancehall si parla di povertà, vita nel ghetto, ingiustizia sociale e tough life, cosi come nella scena musicale napoletana “neomelodica”.

Grazie del tempo che ci avete concesso, vi salutiamo e in bocca al lupo!
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Info: https://www.facebook.com/NAHDEALREC/

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