Napalm Death. “Mi piace sentire l’odore del napalm di prima mattina”

Napalm Death, gruppo hardcore punk di Birmingham creati da Nic Bullen, Miles Ratledge, Daryll Fideski. Ecco storia, biografia e discografia nell’articolo di Vittorio

Se volete evitare di sentire l’odore, come dovevano loro malgrado sentire i poveri soldati di “Apocalypse now”, provate ad ascoltare il suono dei Napalm Death. E non fatevi influenzare dalle anime belle che dicono che quanto prodotto da questo gruppo sia solo rumore. I Napalm Death stanno alla musica come l’unico Manzoni vero, Piero, sta all’arte visiva.

Nascita dei Napalm Death

Napalm Death sono di Birmingham e nel 1981 suonano come gruppo hardcore punk. I fondatori sono gli studenti delle high school Nic Bullen, Miles Ratledge, Daryll Fideski. Inizialmente scelgono il nome di “Civil Defence”, e sono influenzati soprattutto dall’anarcho punk, e dal crust punk di gruppi come gli Amebix ed i Crass. La band registra alcuni demo e contribuisce alla compilation Bullshit Detector Volume 3, pubblicata dalla Crass Records.

Nel frattempo il giovane chitarrista Justin Broadrick sta suonando in un progetto chiamato “Final”. Nic Bullen incontra Broadrick in un negozio di dischi di Birmingham e visti gli stessi interessi (punk, metal, Throbbing Gristle) Justin entra a far parte del gruppo. È il maggio 1985, e con questo nuovo inserimento viene registrato un demo, Hatred Surge.

Dopo la registrazione del demo Ratledge lascia la band sostituito da Mick Harris. Il gruppo diventa un trio, con Nic Bullen che divenne anche bassista oltre che cantante, Broadrick alla chitarra e Harris alla batteria. L’ingresso di Harris porta il gruppo a riarrangiare gran parte dei pezzi e comporne di nuovi, aumentando ulteriormente la velocità e la brutalità del sound.

Dopo aver preso alcuni contatti con Digby Pearson, proprietario della piccola etichetta Earache Records, i Napalm Death firmano un contratto e registrarono metà delle composizioni che nel 1987 sarebbero state incluse nel album SCUM.

I dischi importanti dei Napalm Death

Queste brevi notizie sono da considerarsi Storia, certo con la S maiuscola. Infatti quest’ultima opera citata, SCUM, è a tutti gli effetti l’opera fondante di un inedito genere che non è più metal, non è più punk, non è più rumore. È un grumo sonico che per comodità verrà definito grindcore, uno stile (?!) musicale che altri avevano già suonato. Gruppi come Siege, Repulsion, Macabre, S.O.B., Lärm, Heresy e Cryptic Slaughter, conosciuti per suonare un genere ultra veloce e brutale ma i Napalm Death portarono all’estremo queste caratteristiche, contaminandole con l’attitudine antimusicale e rumorista di gruppi come Throbbing Gristle e Swans.

SCUM è il primo album in studio del gruppo. Il lato A del disco venne registrato per 50 Sterline nell’agosto del 1986 e inizialmente doveva far parte di uno split album. Dopo alcuni cambi di formazione, che portano il nuovo entrato Lee Dorrian al microfono, il secondo lato venne registrato nel maggio del 1987. Entrambi i lati vennero pubblicati in un unico dalla Earache Records nel luglio del 1987.

L’album si caratterizza per la breve durata delle 28 canzoni (la più lunga Sieger of Power, 3 minuti e 59 secondi, la più corta, riconosciuta dal guinness dei primati, You Suffer  1 secondo!!) per la velocità e per lo stile molto violento, tutte caratteristiche fondamentali del grindcore. Il cantato è molto distorto, vicino a quello del death metal, e le parti strumentali presentano cambi veloci di ritmo: riff di chitarra di chiara matrice hardrdcore punk e noise, batteria pestata velocemente e groove cattivi, il tutto fatto con una rapidità che non concede un attimo di pausa.

È grazie a tutta questa epifania sonora che SCUM, insieme a Reek of Putrefaction dei Carcass, è considerato l’album che ha dato vita al grindcore, oltre ad essere il miglior album dei Napalm Death. Questo classico distrusse le più logiche strutture musicali sino allora esistenti, divenendo uno dei più seminali lavori nella storia della musica estrema. I testi, quasi incomprensibili durante l’ascolto, si concentrano maggiormente sulla politica. Sulla copertina del disco vi sono i marchi di alcune multinazionali e si riconoscono tra gli altri BP (British Petroleum), Nestlè, Ford, Thorn Emi, Philips, Ciba-Geigy, McDonald’s, IBM, Kraft, Roche, GM, Coca Cola, messe in modo polemico intorno alla scritta SCUM, che significa, nella migliore delle ipotesi ma non nella migliore traduzione possibile, “rifiuto”. La produzione molto confusa ed eccessiva nel rimarcare il rifiuto di suonare pulito dona all’album un gusto ancora più maligno e crudele di quanto non lo possa essere già. Kerrang! Non ci ha pensato un attimo ed ha inserito Scum tra i 50 migliori album inglesi di tutti i tempi. Valutazione ampiamente condivisa da chi sta scrivendo.

Poco dopo i Napalm Death danno vita una serie di concerti, perdendo e rimpiazzando continuamente i propri componenti, ma ciò non impedisce alla band di prendere parte a due compilation, North Atlantic Noise Attack e Pathological e di registrare due Peel sessions ed uno split 7″ coi grinder giapponesi S.O.B.. Alla fine rientrano in studio per registrare il secondo disco, From Enslavement to Obliteration, interamente cantato da Dorrian.

In questo caso le canzoni sono 27, due sole sopra i 3 minuti, ben dieci sotto la soglia del minuto.

Il grindcore si consolida come genere. Migliaia di cloni agitano i palchi di mezzo mondo, ma come loro nessuno mai. Nemmeno loro stessi. Dopo il secondo Lp, e l’abbandono di Dorrian (che lascia il gruppo per fondare la doom band dei Cathedral) incidono Harmony corruption, dove i ritmi si fanno più lenti e l’approccio si fa più tipicamente e classicamente metal. Non manca il riscontro di pubblico, ma il meglio, come Napalm Death è stato già dato.

Se può interessare, comunque, nel corso del 2015 i Napalm Death interamente rivoluzionati nei suoi componenti, hanno fatto uscire un nuovo lavoro: APEX PREDATOR… che dire? Onesto lavoro fatto da onesti musicisti. Ma queste orecchie non hanno sentito nulla di nuovo.

Vittorio

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