INTERVISTA | Nicola Pisu e Canzoni da Solo, il nuovo disco

Nicola Pisu, ha pubblicato il suo quarto album: Canzoni da solo. Il cantautore sardo ce ne parla in questa intervista…

Accogliamo Nicola Pisu al Blog della Musica. Ciao Nicola, vuoi presentarti in poche righe ai nostri lettori?
In due righe: sono un cantautore al suo quarto album. Sul mio sito internet, www.nicolapisu.it, si possono trovare un po’ di canzoni, la biografia, recensioni, interviste e quant’altro possa avere a che fare con la mia attività di scrittore di canzoni.

Nicola Pisu che musica ascolta? Da chi si lascia ispirare?
I miei gusti musicali si riferiscono a un ampio ventaglio di generi, dal rock al jazz, dalla world music a quella classica.
Come tutto nella vita, anche i gusti sono soggetti a cambiamenti, così dopo un periodo giovanile legato al rock classico (Led Zeppelin, Deep Purple etc.) verso i venticinque anni mi sono innamorato perdutamente della canzone d’autore, soprattutto Guccini, De Andrè e De Gregori, ma anche Dylan, Cohen… Da un punto di vista stilistico compositivo e del canto ho in qualche maniera assimilato la lezione deandreiana, da quello musicale, invece, mi faccio trascinare dalle sonorità di un sacco di artisti dei più svariati generi, dalle toccate e fuga di Bach ai temi di Bill Frisell, dalla musica popolare a Tom Waits. Altre fonti di ispirazione, le più proficue, mi giungono dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dalla poesia, dalla vita quotidiana.

Canzoni da solo è il tuo nuovo album. Ce ne parli?
È difficilissimo parlare di un disco di canzoni, soprattutto se si tratta del proprio disco. Infatti, per agevolare l’approfondimento del lavoro ho realizzato insieme al mio fidato videomaker Carlo Murtas un video documentario che in pochi minuti mette a nudo le intenzioni del lavoro. Le canzoni contenute sono undici, alcune delle quali quasi autobiografiche, mentre le altre si ispirano a ciò che vedo, che leggo nei libri, al sogno, ai ricordi, ai luoghi dell’anima.

Sono brani inediti o rifacimenti di brani che hai già registrato?
Fondamentalmente si tratta di brani inediti, anche se qualcuno mi è capitato di proporlo qualche volta dal vivo, come Ali per Alice o La parola Amor.

Se potessi ascoltare un unico brano del tuo disco, quale dovrei ascoltare? Perché?
Ti proporrei Del tempo, per la sola ragione che è da quella registrazione che poi è nato l’intero album. È un pezzo di storia strappata al mio vissuto, che racconta del bambino che sono stato con le tasche piene di sogni. È facile pensare che questa storia possa interessare molte altre persone che sono state bambini negli anni ’70 e adolescenti negli ’80.

Parlaci ora dei testi dei brani di Canzoni da solo a chi si rivolgono? Che cosa ci raccontano?
Non penso mai al mio ascoltatore tipo, né quando scrivo, né quando suono dal vivo. Si tratta di canzoni rivolte a chiunque abbia la curiosità di sentire delle storie di vita reale, immaginata, sognata o recuperata nella rete dei ricordi. La cosa particolare è che l’ascolto che si va a fare è in qualche modo diverso rispetto a quello solito: non ci sono effetti speciali, ma solo il cantautore e la sua chitarra, con la voce che giunge dritta in faccia all’ascoltatore.

Si tratta di pezzi risalenti a periodi diversi della mia vita, alcuni dei quali composti nel millennio scorso.

Avendo in passato scritto parecchio, mi ritrovo oggi con alcuni quaderni zeppi di testi e di accordi, appunti per tematiche da sviluppare, versi sciolti. E posso permettermi di vivere di rendita, scrivendo solo quando proprio non riesco a farne a meno.

Perché la scelta di registrare un disco “in solo”? Perché va un po’ di moda o per una tua vera esigenza musicale?
Non ho mai seguito le mode per un’innata refrattarietà all’omologazione e col prevenuto dubbio che essere di tendenza significhi far parte di un gregge. Per dirla con le parole di Guccini “Scusate, non mi lego a questa schiera: morrò pecora nera!”

C’è poi il fatto che spesso le mode, soprattutto in campo musicale, sono una sorta di imitazione di ciò che accadeva in passato, mascherata da un’irragionevole originalità.

Onestamente so che ci sono tanti bei dischi “da solo” ma non avevo idea che ci fosse un ritorno di moda del genere.

Il disco nasce senza un progetto vero e proprio, nel senso che quando si entrò in studio di registrazione l’obiettivo era raccogliere un po’ di materiale audio-video per realizzare un nuovo singolo. Il video del singolo è ancora in gestazione, ma nel frattempo è venuto alla luce un intero album.

Prima di lasciarci, raccontaci quali progetti avete in serbo per i prossimi mesi.
Al momento non ho progetti se non l’intenzione, ancora allo stato di desiderio, di registrare un nuovo disco, ma stavolta con la banda al completo.

Un grazie a Nicola Pisu per essere stato con noi del Blog della Musica
Grazie a voi per la piacevole chiacchierata.

Info: www.nicolapisu.it

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