INTERVISTA | Niia: cicatrici e sentimenti ne “La Bella Vita”

Niia, cantautrice americana di origini italiane da parte di madre, presenta il suo nuovo disco II: La Bella Vita in uscita il 14 febbraio 2020, co-prodotto dalla stessa Niia e da Robin Hannibal dei Rhye. Abbiamo scambiato alcune battute con lei…

Ciao Niia, II: La Bella Vita è il titolo del tuo nuovo disco che uscirà il 14 Febbraio. Di cosa parla?
Il mio album di debutto parlava dell’innamorarsi e di come il trovare qualcuno e costruire una vita insieme possa essere spaventoso e allo stesso tempo eccitante. Col mio secondo album II: La Bella Vita mi sposto verso la fine di una relazione. La dura realtà del domandarsi “dove è finito l’amore?” Perché è tutto andato a pezzi?

Il passare attraverso diverse emozioni quali la rabbia, l’amarezza, la tristezza e come si attraversano le fasi del dolore e della guarigione trovando il modo di andare avanti. Tutto ciò per cui credevo ci stessimo impegnando insieme – un matrimonio, una vita con qualcuno con cui ero stata per più di 6 anni – è finito. Tutto ciò che credevo di volere insieme a un’altra persone ma ora sono felice di non aver sprecato neanche un secondo di più con questa persona.

Parla anche del guardarsi dentro e realizzare quali sono i miei difetti come partner, derivanti da abitudini, genitori, mie insicurezze.

Questo disco è per tutti coloro che sono stati innamorati e sanno quanto sia duro fare in modo che duri nel tempo. E’ per chiunque sia intrappolato in una relazione sbagliata e soprattutto per tutti quelli che hanno bisogno di guarire e trovare la forza per continuare ad andare avanti e trovare se stessi e il vero amore.

“La Bella Vita” sono anche le parole che porti tatuate sulla tua pelle, cosa significa questa espressione per te?
Ero giovane, vivevo a New York da sola e volevo un tatuaggio. Ho scelto “La Bella Vita” perché volevo ricordarmi di vivere sempre la vita nel migliore dei modi.

Quando la vita si è fatta più dura ho iniziato un po’ a sentirmi in imbarazzo per questo mio stupido tatuaggio e volevo quasi farmelo cancellare. Ma poi, una volta affrontati degli anni molto duri, guardandomi indietro ho capito quanto la mia vita sia davvero bella, soprattutto gli anni più bui. Mi sono innamorata di nuovo del mio tatuaggio e mi piaceva l’idea di usarlo come titolo del mio album, in modo anche ironico.

Il dolore può essere affascinante? Come?
Oh si, sono sempre più affascinata da ciò che fa male, più che da ciò che fa bene…. A volte può far male ma in una maniera piacevole.

Personalmente credo che il dolore possa farci capire quanto siamo forti sia mentalmente che fisicamente e ci possa spingere verso posti che non ci saremmo mai immaginati.

A volte può anche essere divertente in camera da letto…

II: La Bella Vita è il tuo secondo album, come lo compareresti al tuo debutto?
La Bella Vita è più coraggioso. Ho preso più rischi sia sul piano della musica che dei testi. Amo il mio primo disco, ero più acerba e ho giocato sul sicuro. In questo album invece me ne sono fregata. Volevo scrivere di tutto ciò che mi infastidiva. Avevo davvero bisogno di scrivere di ciò che stavo attraversando. In questo album ho anche voluto aggiungere più cori e più elementi ritmici. Ho lavorato anche alla sua produzione. Questo disco sono io.

La tua musica e i tuoi video sono molto americani, ma ci hai messo anche dell’Italia?
Credo che in maniera inconscia ci sia sempre un’influenza italiana. Che sia il mio atteggiamento o il mio eye liner.

Sono cresciuta guardando film italiani e sto cercando, man mano che vado avanti, a spingere tutto il mio materiale visual verso quella direzione. C’è così tanto da cui trarre ispirazione e non sono intimorita dal dover apprendere continuamente e inserire citazioni italiane.

Qual è la tua relazione con l’Italia oggi? Torni spesso?
Ho registrato la maggior parte di questo disco a Lari, un paese in provincia di Pisa. In questo disco mi sono sentita estremamente vicina all’Italia. Faccio di tutto per passare più tempo possibile in Italia ogni anno e questo mio desiderio è sempre più forte.

Amo l’Italia e ogni volta che torno scopro sempre cose nuove.

Per me ha rappresentato la mia fuga. Un bellissimo luogo sicuro per creare musica che mi ha permesso di affrontare la mia vita e guarire una volta tornata a casa.

Hai collaborato con diversi artisti importanti quali Wyclef Jean, Lil’ Wayne, Akon, Robin Hannibal, Jazmine Sullivan: qual è il segreto di questi tuoi successi?
Scegliere di lavorare con artisti meravigliosi che ti siano di ispirazione. Sono fortunata che abbiano accettato. Restare con la mente sempre aperta e imparare da altri artisti è la chiave di tutto.

Quando credi di sapere già tutto sulla tua arte la tua carriera è finita. C’è sempre qualcosa da imparare.

Come ti vedi tra 10 anni?
In Italia con un cane pronta per esibirmi nel mio giardino.

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