INTERVISTA | Il mondo ideale dei Nonnon

Inizialmente con il nome di Nemesi, i Nonnon nascono il 16 maggio del 2003, dopo un lungo periodo di incubazione in un substrato comune a molti gruppi giovanili costituito da: sogni adolescenziali, ritmi scolastici, passioni, aspirazioni, soddisfazioni e delusioni. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro.

L’idea dei Nonnon di avere una band matura sui banchi di scuola liceali e si sviluppa all’interno di un laboratorio musicale extra-scolastico che ci da la possibilità di conoscerci e consolidare una ormai lunga amicizia. Il tutto è alimentato da molteplici esperienze personali e lo stimolo di emulare coetanei che già suonano.

L’inganno di un mondo ideale è l’album a cui la band ha dedicato tutto il 2018, con il concetto di una raccolta di 11 brani inediti che vogliono raccontare delle impressioni, delle storie e trasmettere emozioni da condividere con chi vorrà ascoltare.

Nina è il singolo accompagnato dal videoclip contenuto nell’album della band bresciana.

Benvenuti ragazzi. Come è nato il nome della band. Ci incuriosisce molto sapere la genesi del nome Nonnon.
Ciao a tutti e mille grazie per l’invito! Il nome è uno degli aspetti più importanti del nostro gruppo. Diciamo che è stato l’alfiere del cambiamento. Quando abbiamo deciso che avremmo smesso di fare cover per dedicarci a pezzi originali scritti da noi, quasi naturalmente ci siamo detti che avremmo dovuto cambiare nome (precedentemente ci conoscevano come Nemesi).

Coincidenza vuole che Paolo, chitarrista e più che valido esempio di cultura sconfinata, stesse in quel periodo leggendo “Invito a una decapitazione” di Nabokov. Ci ha convinti tutti raccontandoci di queste piccole pietre, i Nonnon, descritte nel libro come dei corpi informi, orripilanti e quasi contro natura che – però – se riflessi nel giusto specchio, erano rivelatori di sogni che si avverano, di bellezza e di felicità assolute. Una metafora che ci ha subito messo tutti d’accordo. Saremmo stati i Nonnon!

Tra melodie, testi e idea di canzone. Come sono nate le canzone contenute nell’album e chi vi ha dato l’ispirazione?
Non c’è un’indicazione chiara su come nasca, cresca e si definisca una canzone… probabilmente ciascuno di noi fa un percorso diverso per raggiungere il proprio scopo. Per questo album, ad ogni modo, si è quasi totalmente partiti dalla lirica; i testi, che sono chiaramente brandelli di vissuto, di condizioni umane più o meno positive ma sempre cariche di emozioni e sentimento, hanno ispirato una linea melodica.

Da quell’idea, poi, il gruppo ha lavorato, articolando una canzone che potesse rappresentare in ugual misura ciascuno di noi.

Parliamo del video di Nina. Una canzone, immaginiamo, molto sentita dalla band. A chi è dedicata e come è nata?
Nina ci piace tantissimo, ci siamo legati e la cantiamo ogni volta con un nodo alla gola. Racconta gli ultimi attimi in vita della nonna di Domenico e come Domenico la vorrebbe descrivere al mondo. Una persona straordinaria, temprata dalla guerra, seguace dell’amore e della bontà; una persona capace, nonostante la differenza di età ed estrazione sociale, di diventare amica di tutti i membri del gruppo, volendo loro lo stesso bene che ha voluto a suo nipote.
Sinceramente, non avremmo mai potuto non dedicarle una canzone!

I Nonnon e il web. Cosa vi ha donato il web per la vostra musica e cosa vi ha tolto?
Per ora non ci ha tolto nulla. Non vendiamo ad una tiratura tale da poter prendere in considerazione quale sia il miglior canale di diffusione.

Non possiamo dire “la diffusione web ci ha fregato” o “la rete non è il canale migliore per un gruppo come noi”. Al contrario; grazie alle web radio, alla diffusione social, ai canali di streaming video, ci sono state date tante opportunità extra di chiacchierare sul disco, su di noi, sul presente e sul futuro.

Sebbene siamo coscienti che lo strumento web sia forse la lama a doppio taglio più affilata attualmente al mondo, per ora noi ci stiamo trovando bene, su tante cose e con tanta gente

La vostra provincia è sempre stata una fucina di talenti. Quello che vorremmo sapere è se esiste una collaborazione o feeling tra le diverse realtà artistiche o si va ognuno per la propria strada?
Qualcosina, da qualche annetto, si è mosso. Ci sono iniziative sempre crescenti, anche se nella maggior parte delle situazioni permane una mentalità chiusa, poco avvezza ala condivisione, poco incline alla commistione di idee.

Siamo gente di terra, di neve, di buio presto alla sera. Abbiamo la testa dura come i sassi e un’innaturale propensione all’autonomia ad ogni costo. Questo, molto spesso, ci fa abbassare il capo e tirare diritto, noncuranti di un ambiente attorno da aiutare e pronto per aiutare.

Promuoviamo con forza queste parole a maggior ragione adesso, in un periodo così nero della storia recente su questa nostra bella terra. Che nella musica, come nel resto delle iniziative, trionfino una volta per tutte il bene comune, la solidarietà ed il piacere di poter coinvolgere il prossimo per qualcosa di buono

Guarda il video di Nina dei Nonnon

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