Made in Orchestra: Come è fatto l’oboe

Oggi conosciamo l’oboe strumento musicale a fiato che fa parte della famiglia dei legni grazie ai nostri amici di Made in Orchestra che divulgano la cultura orchestrale offrendo un video didattico al giorno su uno strumento orchestrale

Oboe strumento musicale a fiato della famiglia dei legni. Come funziona? Come è fatto? Che estensione ha? Di questo e molto altro parleremo in questo articolo scritto in collaborazione con Made in Orchestra. 

Made in Orchestra nasce da un’idea di Tiziano Contin ed è una community italiana dedicata ai musicisti che suonano o aspirano a suonare in Orchestra, ma non solo perché i video che pubblicano sono brevi ma dettagliati, semplici ma precisi e ben strutturati e sono adatti proprio a tutti, a chiunque voglia saperne di più sugli strumenti musicali. Prendendo spunto dai loro video iniziamo anche su Blog della Musica ad approfondire la conoscenza degli strumenti musicali e partiamo proprio dall’oboe. In questo articolo vedremo:

  1. Oboe: come è fatto lo strumento
  2. Breve storia generale dell’Oboe
  3. L’estensione dello strumento Oboe
  4. L’ancia dell’Oboe
  5. Curiosità sull’oboe
  6. I prezzi dell’oboe

Oboe strumento musicale: come è fatto?

Oboe strumento a fiato, ad ancia doppia. Il suono dell’oboe viene prodotto dalla vibrazione di un’ancia formata da due palette.

Il corpo dell’oboe è un tubo di forma conica, il materiale utilizzato è perlopiù il legno d’ebano oppure in altri casi il palissandro detto anche legno di rosa.

L’oboe è formato da tre sezioni: quella superiore, quella centrale e la campana.

Sull’oboe vediamo che ci sono delle chiavi. Le chiavi sono delle componenti in metallo che hanno tre possibili funzioni: le principali chiavi vengono utilizzate per determinare l’altezza del suono, altre chiavi sono utilizzate per facilitare trilli e mordenti, le rimanenti chiavi dette “portavoci” vengono utilizzate per eseguire le note più acute. 

Oboe: breve storia generale

Ma l’oboe: quando è nato? L’oboe è uno strumento che ha origini molto antiche, uno dei sui progenitori è, ad esempio, l’Aulòs, strumento ad ancia doppia presente addirittura nell’antica Grecia. Il diretto antenato dell’oboe è però la ciaramella, il più piccolo della famiglia delle bombarde, molto diffusa nel medioevo. La caratteristica della ciaramella è quella di avere un suono molto potente e aspro, ideale per suonare all’aperto.

C’era però l’esigenza di avere uno strumento che potesse suonare anche nelle piccole orchestre da camera. Ecco che grazie alle innovazioni e alle modifiche apportate dai fratelli Jacques, Jean e Nicolas Hotteterre inizia a diffondersi l’oboe, strumento dal timbro molto più morbido e dalla gamma di dinamiche molto più ampia rispetto a quella della ciaramella. I fratelli Hotteterre infatti svilupparono un nuovo strumento molto più duttile e in grado di emettere tutte le note della scala cromatica con omogeneità, cosa che alla ciaramella era quasi del tutto impossibile.

L’oboe di questo periodo (il barocco) è molto diverso da quello moderno utilizzato oggi, è quasi del tutto privo di chiavi e le note del registro superiore si ottengono aumentando la pressione dell’aria. Nell’oboe moderno invece ci sono delle chiavi apposite dette portavoci che permettono all’oboista di suonare le note alte con più facilità. Con il passare del tempo il corpo dello strumento rimane pressoché invariato, a mano a mano invece aumenta il numero di chiavi presenti. Le innovazioni portate alla meccanica negli anni permettono anche di ampliare l’estensione dello strumento sia nel registro acuto che di quello grave. Ancora oggi vengono sperimentate nuove tecniche e nuovi materiali per ovviare ad alcuni problemi come le crepe, che possono formarsi nel legno, e l’intonazione.

Oboe: l’estensione dello strumento

L’estensione dell’oboe strumento che legge in chiave di violino, va dal Sib2 (sotto il Do centrale) al La5. Il registro centrale è quello che risulta più espressivo, il suono rimane pieno e mai stridulo, cosa che invece può capitare nel registro più acuto, infatti la difficoltà di quest’ultimo registro è quella di avere un bel suono rotondo e ricco di armonici. Quando si suona bisogna quindi mantenere la gola aperta e una imboccatura morbida, senza stringere. Le note acute hanno bisogno di sostegno, quindi bisogna soffiare e sostenere bene con il diaframma.

Nel registro acuto potrebbe essere difficile anche mantenere un buon legato perché le posizioni delle note sovracute sono abbastanza scomode sull’oboe.

Anche nel registro grave l’imboccatura deve essere piuttosto morbida, bisogna immaginare di avvolgere l’ancia con le labbra e mantenere la gola aperta altrimenti si rischia di far uscire la nota all’ottava alta.

Inoltre in questo registro sono di grande difficoltà i pianissimi, per questo si deve mantenere un corretto sostegno con il diaframma.

Per approfondire leggi l’articolo sull’Anonimo Veneziano, un famoso brano per oboe

Ancia dell'oboe

L’ancia dell’oboe, realizzata in canna legata su un tubicino di sughero e metallo…

Oboe: l’ancia

Per produrre un suono con l’oboe bisogna appoggiare l’ancia tra le labbra coprendo i denti e soffiare. Per aver un maggior controllo dell’intonazione e delle dinamiche è importante non imboccare troppo l’ancia, in questo modo inoltre si può ottenere un timbro più scuro e delicato.

Per far vibrare l’ancia bisogna mantenerla umida, è utile avere con sé un piccolo recipiente con dell’acqua in cui immergere l’ancia prima di suonare.

Le ance sono molto delicate ed essendo fatte di canna (arundo donax) risentono molto dei cambiamenti climatici. Sta al bravo oboista la capacità di essere duttile e di superare i diversi ostacoli a cui si va incontro, ad esempio ance troppo secche, troppo aperte o troppo chiuse.

Curiosità sull’oboe

Tutti sappiamo che è l’oboe è lo strumento che dà il LA in orchestra e cioè dà l’intonazione prima di un concerto, ma perché? Le probabili risposte sono due: la prima è che gli oboi un tempo erano degli strumenti molto difficili da intonare e quindi erano gli altri a doversi adattare, la seconda è che spesso nell’orchestra sostituiva il violino o ne raddoppiava la parte.

Da dove deriva il termine Oboe? Il termine italiano Oboe deriva dal francese Hautbois ovvero “legno alto”.

Quanto costa l’oboe?

Di oboe, come tutti gli strumenti musicali del resto, possiamo trovarne di tutti i prezzi. Per i principianti ci sono strumenti che costano attorno ai mille euro, per poi arrivare a quelli per i professionisti con cifre che si aggirano attorno ai 7, 8, 9 mila euro e oltre. Cifre incredibili per i profani che stentano a capirne le differenze. Intanto bisogna specificare che ogni strumento è un pezzo unico, fatto a mano; la qualità del legno da cui inizia la costruzione è tutto, la stagionatura, il taglio, i metalli con cui vengono costruite le chiavi e poi argentate o dorate, e tantissimi altri fattori. Tutto questo influisce sulla qualità dell’oboe e sul suono. Ecco perché i costi sono così alti. Ogni strumentista prima di comprarsi il “suo” oboe ne prova tanti, per sentirne le differenze che a volte sono talmente minime che solo chi lo suona le percepisce.

Conclusioni

Chiudiamo questo articolo sull’oboe strumento musicale con uno dei molti video presenti sul canale youtube di Made in orchestra: Oboe – come suonare intonati con l’oboista Silvia Dalla Libera che, insieme a Nicolò Dotti ed Emma Van Der Galiën hanno realizzato queste videolezioni sull’Oboe e sul Corno inglese, che fa parte della stessa famiglia. Vi consiglio di iscrivervi al canale youtube e alla pagina facebook, chissà magari scoprirete il vostro strumento musicale.

A cura di Made in Orchestra

Info: https://www.facebook.com/madeinorchestra/
https://www.youtube.com/channel/UCIjT_iS5_qmSMryTiBNpuDQ

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