Orchestra a plettro Accademia mandolinistica pugliese: Charles Avison, Concerti grossi after Scarlatti

E’ uscito per Digressione Music il disco monografico dedicato ai Concerti Grossi di Charles Avison nell’esecuzione dell’Orchestra a Plettro Accademia Mandolinistica Pugliese…

Orchestra a plettro Accademia mandolinistica pugliese: Charles Avison, Concerti grossi after Scarlatti

Orchestra a plettro Accademia mandolinistica pugliese: Charles Avison, Concerti grossi after Scarlatti

Pubblicato per la sempre attivissima etichetta pugliese Digressione Music, il disco monografico dedicato ai Concerti Grossi di Charles Avison nell’esecuzione dell’Orchestra a Plettro dell’Accademia Mandolinistica Pugliese diretta da Leonardo Lospalluti. Si tratta di un lavoro prezioso che dona nuova luce all’opera di Charles Avison (Newcastle upon Tyne, febbraio 1709 – Newcastle upon Tyne, 10 maggio 1770), compositore inglese tra i più importanti di fine Settecento, e ben noto per essere stato un eccezionale animatore casuale, didatta, ma anche organizzatore di concerti ed orchestre, nonché critico e teorico della musica.

In particolare Avison dedicò gran parte della sua carriera a riarrangiare in forma di concerto grosso per orchestra le sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti, dando anche alle stampe nel 1744 “Twelve Concerto’s in Seven Parts… Done from Two Books of Lessons for the Harpsichord Composed by sig. Domenico Scarlatti” nel quale, con grande libertà ed eleganza, riprese temi scarlattiani arrangiandoli per orchestra.

Fedele De Palma nelle liner notes del disco scrive: “La pratica di riprendere e riadattare musica altrui era ampiamente attestata in quegli anni; eppure non era così usuale trasformare composizioni pensate per clavicembalo in arrangiamenti orchestrali. In linea con la tradizione italiana, Avison struttura i concerti alternando sonate lente e veloci. Anche se i temi scarlattiani spesso sono attinti da sonate diverse riunite all’interno di un unico concerto, gli arrangiamenti orchestrali di Avison li rendono omogenei e coerenti. Ma Avison spesso fa di più. La stampa curata da Roseingrave offriva solo due movimenti lenti e pur di mantenere la caratteristica ripartizione di tempi lenti e veloci Avison compose moto proprio alcuni movimenti lenti (è il caso per esempio del Largo del Concerto n.6 o dei tempi lenti del Concerto n.12). Altre volte, per mantenere la coesione interna del concerto, Avison traspose i temi scarlattiani in tonalità diverse (ad esempio nell’adagio del Concerto n.1 o dell’allegro spiritoso di chiara reminiscenza vivaldiana del Concerto n.3). Altre volte Avison “addolcisce” alcune asprezze armoniche, normalizza alcune battute “eccedenti” o taglia alcune ripetizioni giudicate “azzardate” per il gusto del tempo. Il risultato è un Domenico Scarlatti meno esuberante, più galante, ma comunque assolutamente innovativo per le orecchie degli inglesi di quegli anni. La fortuna dei concerti grossi avisoniani fu notevole”.

A riproporre queste straordinarie composizioni è l’Orchestra a plettro Accademia mandolinistica pugliese diretta da Leonardo Lospalluti, chiudendo il cerchio di una storia che parte da Napoli e a Napoli ritorna come come rimarca lo stesso Depalma: “Le versioni a plettro dei concerti di Avison risultano naturalmente più fedeli all’originale clavicembalistico perché gli strumenti, al di là delle apparenze, hanno moltissimo in comune: anche il clavicembalo pizzica le corde con i plettri! L’obiettivo di questo lavoro è però un altro ovvero quello di “restituire frammenti di una storia apparentemente marginale (la ricezione di Domenico Scarlatti in Inghilterra) ma che pure ha contribuito in maniera spesso decisiva allo sviluppo della storia musicale europea. Su questo fronte gli strumenti a plettro combattono una battaglia comune: relegato per decenni a strumento “inferiore” e popolare, il mandolino ha invece puntellato costantemente (e spesso silenziosamente) la storia musicale europea e, attraverso le numerosissime trascrizioni per ensamble a plettro pensate per un pubblico semi-professionistico o amatoriale, ha permesso per secoli la diffusione in fasce sociali eterogenee dei grandi capolavori musicali del momento. Esattamente come i Concerti Grossi di Avison fecero per la musica del grande Domenico Scarlatti”.

Credits Concerti Grossi after Scarlatti

Charles Avison
Concerti Grossi after Scarlatti

Orchestra a plettro Accademia mandolinistica pugliese
Leonardo Lospalluti direttore

Concertino
Mauro Squillante 1° mandolino solista
Gaetano Ariani 2° mandolino solista
Valerio Fusillo mandola
Antonio Barracchia mandoloncello

Ripieno
Sergio Vacca, Lucia Fiore primi mandolini ripieno
Nicola Antonio Staffieri, Marta Marzocca, Roberto Bascià secondi mandolini ripieno
Mirko Loconsole, Mauro de Ceglie, Fulvio Lattarulo chitarre
Simona Armenise basso acustico
Tommaso De Vito Francesco contrabbasso

Tracklist

Concerto grosso No. 1 in A major
1. I Adagio
2. II Allegro
3. III Amoroso
4. IV Allegro
Concerto grosso No. 2 in G major
5. I Largo
6. II Allegro
7. III Andante
8. IV Vivace
Concerto grosso No. 3 in D minor
9. I Largo Andante
10. II Allegro Spiritoso
11. III Vivace
12. IV Più Allegro
Concerto grosso No. 6 in D major
13. I Largo
14. II Con furia
15. III Adagio
16. IV Vivacemente
Concerto grosso No. 8 in E minor
17. I Adagio
18. II Allegro
19. III Amoroso
20. IV Vivace
Concerto grosso No. 12 in D major
21. I a Grave temporeggiato
22. I b Tempo giusto
23. II Allegro Spiritoso
24. III Lentamente
25. IV a Temporeggiato
26. IV b Allegro forte

Registrazione effettuata negli studi di Music Suite – Sammichele di Bari nel gennaio 2015 sound engineering Eustacchio Montemurro
mastering Audionova Studio 4 – Matera
progetto grafico samsastudio
Prefazione Fedele Depalma
Traduzione Tiziano Thomas Dossena
Leonardo Lospalluti
trascrizioni e realizza

Info: www.digressionemusic.it

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