INTERVISTA | Ottavia Brown, regina dello swing in chiave dark

Uscito il 10 aprile il nuovo album di Ottavia Brown dal titolo Signora Nessuno, un disco intenso che vede la messa in gioco di diverse figure femminili, da Mary Shelley alle Radium Girl, tra influenze che vanno dal cantautorato classico, swing e white soul. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei, ed ecco quello che ci ha raccontato.

Benvenuta Ottavia Brown su Blog della Musica. Il tuo disco sembra descrivere benissimo la solitudine femminile. Si vive anche senza amore? Quali sono i momenti neri e desideri d’oro di cui parli?
Senza amore (“amore” in senso lato) si vive ma si vive incompleti e l’incompletezza genera malessere. Immagino vi riferite al ritornello della prima traccia dell’album che s’intitola “Signora Nessuno” dedicata in special modo alla violenza, psicologica o fisica, subita dalle donne e alla solitudine che questa porta. Nel ritornello dico “Ho momenti neri e desideri d’oro” proprio per far capire la difficoltà dell’isolamento e del sentirsi soli, non compresi e della forza invece del riuscire in ogni caso a “desiderare”; il desiderio di una vita diversa o di una condizione migliore porta inevitabilmente la persona a reagire e a combattere.

Quali sono le donne che ti hanno influenzato in fase di scrittura?
In fase di scrittura mi hanno influenzato soprattutto in primis le scrittrici e le poetesse soprattutto: Virginia Woolf se penso al flusso di coscienza del 900’ di una Mrs Dalloway, Antonia Pozzi poetessa milanese degli anni ‘30 noti per la sua emotiva eleganza e aggiungerei Alda Merini per la sua forza impulsiva e travolgente. In un secondo momento mi sono innamorata molto della scrittura atipica e personale di Carmen Consoli che mi ha fatto capire come le parole non sono barriere ma mondi di linguaggio infiniti.

Parlaci delle tue influenze musicali, qualcosa che non ci aspetteremmo?
Vi aspettereste il blues, il soul, il jazz, lo swing ma non vi aspettereste il rock ‘70 dei CCR, dei Rolling Stones, Patty Smith o dei Jefferson Airplane; Artisti che amo e che hanno battezzato i miei primi 25 anni e la mia prima band con la quale ho vissuto le mie prime esperienze e battaglie sul palco! E poi c’è l’Hip Hop old school anni ’90 di 2Pac e Fugees, perché sono figlia del mio tempo ed ha accompagnato quindi la mia crisi giovanile esistenziale!

Cosa ti è rimasto dell’esperienza di Ottavia Brown a The Voice?
La partecipazione al talent è stata un’esperienza forte, anzi fortissima; ho vissuto, da dietro le quinte, la macchina di un vero show televisivo, che ha poco a vedere con la realtà musicale che vivo ogni giorno nel mio quotidiano. Quello che colpisce subito di questo mondo è in primis l’assoluto livello di preparazione di tutte le figure presenti, dai vocal coach ai musicisti che arrangiano e preparano i brani, ai vari concorrenti che erano con me e in generale a tutte le figure che lavoravano in modo coordinato per far si che il programma funzionasse a dovere.

È un’esperienza che porterò sempre con me e che giudico in maniera positiva perché è stata una sfida e anche una grande soddisfazione essere stata selezionata tra migliaia di persone.

Com’è stato entrare in un sistema mediatico così grande, e com’è stato poi uscirne?
All’inizio credi di poter controllare quello che accade, in realtà il sistema mediatico è enorme e molto potente e inevitabilmente ne sei travolto. L’esposizione è enorme e bisogna dare il 100% in pochi attimi. Tutto è suonato dal vivo e i tempi televisivi sono molto più veloci dei tempi normali. Questo è a volte traumatico perché è uno spettacolo che richiede colpi di scena, effetti a sorpresa, suspance e sfida continua tra i concorrenti; lo stress di chi partecipa è notevole poiché lo vive in maniera personale e non si sai mai cosa succederà.

Nonostante viviamo nell’era Internet, dei Social e del 4.0, la vecchia cara televisione ha ancora un potere pazzesco e solo quando entri in quel mondo, te ne accorgi; è un’esperienza estraniante e non la consiglierei a tutti, perché bisogna, essere abbastanza maturi, sicuri di se e della propria arte.

In un attimo sei in paradiso e in meno di un secondo vali zero.

A me però ha fatto maturare, resto dell’idea che a oggi, l’essermi misurata con altri concorrenti e con le varie richieste dei coach, mi è servito a consolidare, sempre più, di perseguire la strada cantautorale, scrivendo e arrangiando, sperimentando e sbagliando; rimango un’anima per una nicchia ristretta, non troppo popolare e per niente televisiva!

Come descriveresti Signora Nessuno se dovessi parlarne alla tua migliore amica?
Signora Nessuno
sei tu, sono io, siamo tutti noi. Tutte le persone che hanno una storia (intensa, semplicemente normale o incompiuta) da raccontare che nessuno conosce. Tante “signore nessuno” (e chiaramente “signori nessuno”, io l’ho vestita al femminile per ovvie ragioni) aspettano che la loro storia sia conosciuta, alcune volte accade altre no, è la fretta e la velocità del nostro tempo che spesso dimentica di approfondire.

Penso ad artisti bravissimi e non, che fanno di tutto per essere conosciuti o ascoltati, per avere anche un’occasione. Signori Nessuno che non conosceremo mai, che soffrono e arrivano anche a snaturarsi pur di poter diventare Signor Qualcuno. Oggi nell’era social tutto questo è assai evidente, nel mio piccolo posso dire che la frustrazione che inevitabilmente a volte c’è stata, l’ho messa da parte, non m’interessa più, in questo mi sento libera, perché è cosi che deve essere l’arte.

Ottavia Brown è così misteriosa e malinconica anche nella vita vera?
No, il mio B-SIDE noir è riservato al lato artistico che è esasperato e teatrale rispetto al quotidiano… un po’ come Superman che si cambia nella cabina telefonica! Il B-SIDE è speciale ed è un vestito che indosso proprio quando canto e esce fuori un’altra parte di me. Nel quotidiano sono molto disponibile e solare, sempre inquieta nel capire dove sto sbagliando o dove non sto ascoltando il prossimo, sono un animale sociale.

Social e Contatti

  • Facebook: https://www.facebook.com/ottaviainbrown/
  • Website: www.ottaviabrown.com

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