Pietro Lazazzara: Alma Gypsy | Disco

copertina del disco di Pietro Lazazzara: Alma Gypsy

Nuovo impegno discografico per Pietro Lazazzara che prosegue nella sua personale esplorazione del mondo della musica Gypsy pubblicando l’EP Alma Gypsy. Scopriamolo dalle sue stesse parole…

Il disco Alma Gypsy di Pietro Lazazzara, che arriva dopo gli album My Art of Gypsy Jazz e Gypsy Jazz Style, è un viaggio musicale in territori sempre in grado di sorprendere, frutto di una complessa, ampia e libera visione musicale che si sviluppa in un fascinoso intreccio di le0gami e riferimenti, tra i quali l’omaggio al mondo del tango in Tango à la Manouche e al grande fisarmonicista Richard Galliano nei brani Vals à Galliano.

L’EP, che si apre con il brano Alma Gypsy che da il titolo alla raccolta, presenta tutte composizioni e arrangiamenti di Pietro Lazazzara, protagonista di questa immersione tra i suoni e la creatività Gypsy insieme ai musicisti Walter Di Girolamo, accordion, Francesco Clemente, violin, Maria Pia
Lazazzara
, cello, e Antonio Solazzo, bass, compagni fedeli di questo cammino tra sorprese e improvvisazioni. Un percorso di ascolto denso di spunti emozionali e particolari sonorità.

Ascolta il disco Alma Gipsy

Abbiamo rivolto a Pietro Lazazzara alcune domande:

Dopo “My Art of Gypsy Jazz”, pubblicato nel 2020, e “Gypsy Jazz Style” del 2022, è uscito, sempre per l’etichetta Stradivarius, il nuovo EP di Pietro Lazazzara “Alma Gypsy”, nuovo lavoro che, in un panorama sonoro sempre più allargato, amplia il ventaglio di ispirazioni e trame narrative. M° Lazazzara, ci racconta come nasce e si sviluppa questo nuovo impegno discografico?

Questo nuovo lavoro nasce, come sempre, da una necessità viscerale di esprimere ed esternare emotivamente in musica le sensazioni e le emozioni che sto percorrendo in un determinato frangente della mia vita, personale e artistica.

Ogni progetto mi offre nuovi stimoli con i quali cerco di arricchire e proporre agli ascoltatori qualcosa di diverso dai miei precedenti album, sempre mantenendo la mia cifra stilistica. In “Alma Gypsy” ci sono delle novità dal punto di vista stilistico. Nel brano che dà il titolo all’album, con ovvi riferimenti alla musica spagnola e al flamenco, ho voluto amalgamare le sonorità della chitarra flamenca a quelle della musica gypsy. La particolarità è stata la ricerca di una novità ritmica che modificasse gli accenti tipici del flamenco (compas) con un susseguirsi di cambiamenti ritmici che hanno reso questo brano differente da uno standard tipico della musica gitana.

L’altra novità è la presenza timbrica della fisarmonica in un tipico Valse Musette dedicato al M° Richard Galliano il quale, dopo aver ascoltato le due versioni di “Vals à Galliano”, ha commentato: “C’est somptueux. Merci beaucoup” e “Magnifique! Merci de tout, Richard”.

Scrivere per fisarmonica è stata una sfida compositiva, in quanto mai utilizzata nei miei precedenti album. Anche l’uso degli archi non è un elemento ricorrente nella musica manouche ma, a mio parere, aggiunge delle sonorità che modificano l’uniformità di questo genere ammorbidendone, dove serve, la monotonia timbrica, ritmica ed acustica.

Doveroso il mio ringraziamento alla “Stradivarius Italian Label” per aver creduto sin dal primo album nella mia musica, per il rinnovato rapporto che continua ad esserci e che auspico continui anche in futuro.

il musicista Pietro Lazazzara
il musicista Pietro Lazazzara

Anche in questa nuova produzione è accompagnato da un gruppo di musicisti. Come nascono queste collaborazioni?

Innanzitutto, approfitto per ringraziare i miei grandi musicisti, nonché amici e colleghi. In ogni album ho cercato di condividere il mio percorso coinvolgendo nuove personalità del panorama artistico che mi circonda. Voglio però fare una distinzione tra il lavoro in studio e i concerti live. Il lavoro per la preparazione di un disco, spesso, ha richiesto la necessità di nuovi strumenti e timbri che normalmente non fanno parte del quintetto live ma che, per motivi legati alle sonorità indispensabili in una determinata composizione, sono fondamentali per esprimere al meglio il mio pensiero artistico nelle incisioni.

Mi spiego meglio: quando compongo un nuovo brano ho già in mente le sonorità che vorrei ci fossero. Ad esempio nell’album “Alma Gypsy” c’è una composizione dedicata al Maestro fisarmonicista Richard Galliano e di conseguenza ho invitato il M° Walter Di Girolamo, eccellente fisarmonicista e artista, al quale ho proposto due versioni dello stesso brano, una per sola fisarmonica. In altre composizioni, quali “La Via di Pia” e “Precious”, avevo in mente un quartetto d’archi ed anche in questo caso, oltre al M° Francesco Clemente, parte integrante del quintetto e del lavoro in studio, sono stati coinvolti al violoncello mia figlia Maria Pia Lazazzara, al secondo violino il M° Sabrina Loforese e alla viola il M° Luigi Vania, anche in concerti live. Voglio citare anche il M° Emanuele Maggiore al flicorno nella composizione “Relax” del mio primo album, il M° Nicoletta di Sabato al flauto traverso in “Puglia” e, nello stesso brano, Giuseppe Magistro con i tamburi a cornice. Elemento sempre presente, sia negli album che dal vivo, è Antonio Solazzo, colonna portante della mia musica. Nei live con il “Pietro Lazazzara Gypsy Jazz Quintet”, oltre al sottoscritto alla chitarra solista, c’è la presenza alla chitarra ritmica, e non solo, del M° Antonio Ruffo, alla seconda chitarra ritmica Giuseppe Magistro, il M° Francesco Clemente al Violino e Antonio Solazzo al basso e contrabbasso.

Dallo studio di registrazione alle esibizioni dal vivo. La sua attività concertistica è indirizzata soprattutto al “Pietro Lazazzara Gypsy Jazz Quintet”, progetto che ha all’attivo numerosi concerti e partecipazioni ad eventi artistici nazionali ed internazionali. I concerti propongono le composizioni originali di “My Art of Gypsy Jazz” e “Gypsy Jazz Style”, alle quali si aggiungeranno adesso i brani di “Alma Gypsy”. Come viene accolto dal pubblico questo particolare repertorio?

Nel corso degli anni il repertorio del mio quintetto è mutato notevolmente. Agli esordi molti dei brani erano standard; poi con il tempo la mia musica ha sostituito le cover arrivando, ai giorni nostri, ad un live costituito quasi interamente dai miei tre album e da alcuni omaggi a Django Reinhardt. Il pubblico accoglie il live in un modo che non avrei mai immaginato, è davvero entusiasta e coinvolto! La varietà delle ritmiche, dei generi proposti e le improvvisazioni rendono i concerti ogni volta unici, brillanti ed avvincenti. Ed è quello che il pubblico mi riconosce.

Ha già in mente nuovi impegni discografici e altre figure artistiche alle quali vorrebbe rendere omaggio?

Sì, sto già lavorando al prossimo progetto discografico! Ci sono già alcune composizioni pronte, altre in cantiere. Anche in questo caso sto scrivendo degli arrangiamenti in cui saranno coinvolti nuovi strumenti.

Al momento non so se ci saranno brani di altri artisti, non lo decido a priori, chissà…!! I miei omaggi non sono rivolti solamente a personalità note della musica o dell’arte ma anche a chi, in qualche modo, ha influenzato la mia vita personale ed affettiva, nei miei album ci sono anche questi riconoscimenti. Ritornando alle personalità di spicco, vorrei evidenziare che, oltre al M° Galliano, in passato ho dedicato una composizione, dal titolo “Mister Swing”, a Django Reinhard, padre indiscusso della musica manouche.

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