Pinhdar: A sparkle on the dark water | Recensione

Pinhdar, A sparkle on the dark water

Un luccichio nell’acqua scura. Gilberto Ongaro racconta il nuovo album dei Pinhdar dal titolo A sparkle on the dark water

A sparkle on the dark water è il nuovo album dei Pinhdar, un duo milanese, dove la voce di Cecilia Miradoli viene avvolta da Max Tarenzi, chitarrista e produttore. Il loro sound è un oscuro trip hop, che spesso sfocia in situazioni ambient e dilatate, ma senza mai diventare “rilassanti”. C’è sempre un’inquietudine di fondo, che si affaccia tramite le soluzioni armoniche, come nel finale “At the gates of dawn”. Alle porte dell’alba, la chitarra chiude l’album su una sequenza in tonalità minore, che solo alla fine si risolve in maggiore.

Ascolta il disco A sparkle on the dark water

Il nome Pinhdar fa pensare ai voli pindarici. Gli arpeggi sintetici di “In the woods”, che aprono l’album, sono vorticosi spunti di agitazione, sopra un ritmo downtempo, dove Miradoli canta: “It’s raining on our souls”. L’andamento inquieto continua nell’acqua fredda di “Cold river”, e non si placa il senso di oscurità anche nel titolo “Home”, che potrebbe essere più rassicurante. Neppure a casa propria è tutto a posto.

“Murderers of a dying God” sorprende per le progressioni armoniche, interessanti e oniriche. I voli pindarici portano a farsi domande sui massimi sistemi, e “Humans” cerca di definirci in quanto specie: “Searching for a meaning of life”. Forse siamo gli unici a chiedersi il perché delle cose. Mentre il testo evoca “enchanting landscapes”, la musica li fornisce, con suoni suggestivi.

Il ritmo trip hop si sente forte e chiaro in “Frozen roses”, accompagnato da un innevato videoclip panoramico. “Little light” invece è la musica che movimenta un altro videoclip, dove un corpo di ballo realizza una claustrofobica coreografia bendata e “insacchettata”. Insomma, questa ricerca di un bagliore in una liquida oscurità, rappresenta davvero una sfida ardua. La voce stessa di Cecilia potrebbe essere la luce, in mezzo a questa trama sonora buia realizzata da Max. L’unico suono umano, immerso in chitarre ed elettronica glaciale.

Dunque, parafrasando Gandhi, siate il cambiamento che volete vedere nel mondo. L’essere umano che cerca un senso, può divenire esso stesso il senso, portarlo nella realtà. È un volo pindarico per chiudere quest’analisi con stile? Può essere… ma perché non farlo!

Social e Contatti

  • Bandcamp: https://pinhdar.bandcamp.com
  • Facebook: www.facebook.com/pinhdar
  • Instagram: www.instagram.com/pinhdar
  • Youtube: www.youtube.com/pinhdarmusic

Tagged with: