INTERVISTA | Ragin’ Madness: il rock n roll è il nostro mantra

I padovani Ragin’ Madness sono una band nata dall’idea del chitarrista Paolo Braghetto e sono composti da Giulia Rubino alla voce e autrice dei testi, Fabio Compagno alle chitarre, Alex Manta al basso e Francesco Forin alla batteria. Blog della Musica li ha intervistati e si è fatta raccontare il nuovo singolo dal titolo A Genius Like Me

Ospitiamo oggi i Ragin’ Madness. Ciao ragazzi, lo scorso 2 aprile è uscito il vostro nuovo singolo A Genius Like Me, un brano che, rispetto al passato, pur mantenendo sonorità heavy strizza l’occhio al funk e al pop. Non a caso, a differenza delle vostre precedenti produzioni, è stato presentato ufficialmente alle radio italiane. Parlateci del brano e raccontateci da dove è nata l’esigenza di modificare il vostro sound.
Un saluto a tutti i ragazzi del Blog della musica! Per rispondere alla tua domanda, crediamo che la musica sia qualcosa di “liquido” e come tale necessita di nuovi sfoghi! All’interno dei Ragin’ Madness convivono molte anime, tutte molto forti e puntate sulle proprie posizioni (hehe), questo alle volte porta a scontri verbali (hehe -2), ma per la maggior parte dei casi invece rappresenta un valore aggiunto. Diversi brani di Anatomy Of a Fraky party esistevano prima che la band avesse una line up completamente stabile, quindi oggi ci troviamo nella posizione di voler partecipare in maniera più attiva alla stesura dei pezzi, dando la possibilità a tutti di contribuire con le proprie esperienze e la propria cultura musicale. Il Funk è un genere che ci troviamo spesso a jammare in sala, e la Giulia ha uno spiccato gusto pop, quindi inserire questi elementi è stato un processo naturale. A Genius Like Me è fortemente contaminata da queste due nostre anime, pur restando un pezzo “Punch Rock” in pieno stile Ragin’ Madness! Riguardo al testo rimane viva la nostra “verve” ironica e festaiola. A Genius Like Me parla del fatto che non ci piace il controllo, e lo spieghiamo con un testo auto-ironico che racconta gli equilibri all’interno della band, tra poco uscirà un video e capirete di che parliamo!

La vostra formazione è caratterizzata da musicisti che militano o hanno militato anche in altri gruppi e di generi diversi rispetto a Ragin’ Madness. Questo rappresenta una difficoltà o un valore aggiunto a quello che fate insieme?
Come dicevo, tutti noi siamo divoratori di musica e lo spettro dei generi è davvero molto ampio. Tutti noi militiamo da oltre dieci anni nella scena rock Veneta… c’è chi proviene dal Prog Metal super complesso, chi dal Symphonic Metal, chi dall’Alternative/post metal e chi dal Death Metal. Questo molto spesso genera vedute musicali molto distanti, e delle grosse difficoltà nello scegliere se vogliamo portare delle cover dal vivo (eheh-3)… di fondo però dialoghiamo molto e scherziamo fra di noi quindi un punto di accordo lo troviamo sempre..

Vi definite “arroganti e sempre pronti a fare festa” e dichiarate che il vostro è un vero stile di vita e che il rock n roll è il vostro mantra. In un periodo nel quale la “moda” e i gusti musicali della massa sono più rivolti a generi come l’hip hop e la trap, cosa significa per voi essere davvero rock n roll?
Per noi è un modo di essere che non ha necessariamente a che vedere solo con la musica. Da noi diciamo “Metal o Morte” che è un modo fico di dire che non accettiamo compromessi, o spacca o spacca, e questo può essere riferito a un live, ad un  pezzo o qualsiasi aspetto della vita tu voglia. Arroganti è una parola forte, ma è riferito a questo. Siamo sicuri di quello che vogliamo e di quello che ci gasa. il Rap degli anni 90  (genere che alcuni di noi apprezzano molto) parlava di cose di strada e dinamiche sociali reali. Oggi la Trap (soprattutto) in italia è 90% ostentazione di (finta) ricchezza nei social e pochi messaggi. Ma nell’underground del Rap italiano c’è anche molto di buono!

Sembra che il live sia uno dei punti di forza dei Ragin’ Madness. In pochi anni avete messo piede su circa 50 palchi, alcuni dei quali dei migliori club rock e alternative del nord italia. Vi sentite più a vostro agio in studio di registrazione e a suonare dal vivo?
I live sono arrivati oltre i sessanta credo… Diciamo che noi siamo sempre a nostro agio (ecco l’arroganza di cui parlavi eheh)! A parte gli scherzi, sono due dimensioni molto diverse ed entrambe hanno molte emozioni da regalare. l’adrenalina dei concerti, sia dei festival che nei club è qualcosa di insostituibile, una benzina necessaria ad ogni musicista. Ogni esperienza live è diversa e regala qualche spunto da portarsi a casa. Ogni volta è una sberla in faccia che regala l’opportunità di imparare ad essere professionali. Abbiamo visto in alcune situazioni quanta serietà, dedizione, attenzione e rispetto dei ruoli ci vogliano. E’ un vero lavoro, un lavoro molto duro, che ti ripaga con sensazioni che in studio non puoi provare. lo studio invece è più “meditativo”, è come stare in laboratorio a dipingere, è un processo creativo lungo e pensato e altrettanto emozionante. E’ il luogo dove le idee prendono forma, dove puoi sperimentare, e puoi conoscere altri aspetti del tuo vivere la musica.

Cosa combinerete dopo A Genius Like Me?
Siamo un costante flow di idee. Per il momento ci concentriamo sullo scrivere e produrre materiale nuovo, compresi video, live show ripensati e poi qualche trovata che vedremo.. ci piace cimentarci anche in progetti non propriamente musicali. Per promuovere The guys Are in Da Club abbiamo caricato su youtube un interactive video giocabile su PC sulla falsariga di BlackMirror – Bandersnatch… solo che noi lo abbiamo realizzato due anni prima hehe… staremo a vedere! Intanto vi possiamo dire che siamo molto felici e molto gasati e che abbiamo un sacco di voglia di spaccare e se ci verrà in mente qualche idea extramusicale realizzabile…. beh la vedrete sul palco!

Info: https://www.facebook.com/raginmadness/

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