INTERVISTA | La fisarmonica di Rita Di Tizio in “Vibration fatal”

La fisarmonicista italiana Rita di Tizio è in uscita con un nuovo disco live, registrato con il suo trio. Timida, umile, Rita si svela solo quando abbraccia la sua fisarmonica, strumento musicale che grazie a passione e studio l’ha portata ad essere una tra “i migliori fisarmonicisti contemporanei del mondo” e “Fisarmonicista donna dell’anno” secondo la rivista Accordion Stars del 2019 e 2020. Anna Nani l’ha intervistata per i lettori di Blog della Musica

È pronto all’uscita il cd Vibración fatal del Rita di Tizio Trio. Un album registrato dal vivo nel quale confluiscono più stili musicali che si rifanno oltre al tango nuevo di Astor Piazzolla anche a Richard Galliano. Alle tastiere e pianoforte c’è Alessio Buccella, alle percussioni Marino Alberti e alla fisarmonica c’è colei da cui prende nome il Trio. Raccontati in poche righe ai lettori del Blog della musica: chi è Rita Di Tizio?
Sono una persona normalissima, che ama molto il proprio lavoro di musicista, fortunatamente composto da varie attività, tutte gravitanti attorno alla Musica. Sono docente di Musica alle scuole medie, docente di chitarra, Endorser della “Settimio Soprani” di Castelfidardo, curo direzione ed arrangiamenti della “Crossover Guitar Orchestra”, suono con il mio trio (ed anche in quartetto, quando al nostro trio si aggiunge Benedetta Lupi, una giovane e bravissima cantante), infine sono Direttrice del Dipartimento Italia della International Action Art (Music and Choir).

Un’enciclopedia della musica americana ti ha inserita tra “i migliori fisarmonicisti contemporanei del mondo” e la rivista “Accordion Stars” nel 2019 e 2020 ti ha incoronata fisarmonicista donna dell’anno. Che cos’è per te la fisarmonica?
Intanto non ringrazierò mai abbastanza Marjorie Lerner e tutto lo staff della “Times Square Press” per l’enorme visibilità che mi hanno dato e, soprattutto, per l’affetto che mi hanno dimostrato.

Per me la fisarmonica, oltre ad essere uno strumento magnifico, è il mezzo attraverso il quale riesco ad esprimere emozioni e stati d’animo che nella vita quotidiana non riuscirei a manifestare completamente di fronte ad estranei, in questo caso il pubblico che assiste ai miei concerti. Quando abbraccio la mia fisarmonica, che io sia in casa da sola o in concerto, vado completamente in un’altra dimensione, mi libero di quasi tutti i freni emotivi, quasi… Quindi penso di dover molto alla fisarmonica, indubbiamente le devo molto più di quanto lei debba a me.

Virtuosismo, tecnica o passione: quali sono gli ingredienti per fare un bravo fisarmonicista?
Nella ricetta del “bravo fisarmonicista” questi tre ingredienti sono sicuramente indispensabili. Io preferisco un fisarmonicista appassionato ad uno virtuoso o estremamente tecnico. Magari, anzi sicuramente, sarà un mio limite e, come dico spesso nelle interviste, sarà per invidia, ma non riesco ad ascoltare per più di un minuto un musicista che dà mero sfoggio della propria tecnica trascendentale. Mi riferisco anche alla scelta della musica che amo ascoltare e suonare, a qualunque genere essa appartenga; sono affascinata (sia come esecutrice che come ascoltatrice) da brani che riescono ad emozionarmi e queste emozioni, solitamente, in me vengono suscitate da esecuzioni con un numero non elevatissimo di note ma note dosate e calibrate in maniera da toccarmi nel profondo e, soprattutto da belle melodie e armonizzazioni accattivanti. Ma ripeto, sicuramente la mia è solo invidia e gusto del tutto soggettivo e opinabile!

Al mestiere di musicista, con numerosi concerti all’attivo, affianchi anche quella di insegnante di musica in una scuola media. Ci sono differenze tra la Rita Di Tizio sul palco e la Rita Di Tizio in un’aula scolastica?
Cerco di mettere passione in tutto ciò che faccio, quindi anche in classe cerco di trasmettere questo mio amore per la musica ai ragazzi, soprattutto a coloro che dicono di non amarla o che credono di non essere portati per la musica. E proprio per permettere loro di avvicinarsi in maniera empatica alla musica, ai ragazzi delle medie faccio scegliere il “proprio strumento”. Purtroppo la didattica a distanza, fatta attraverso un monitor (che tra l’altro impedisce la pratica orchestrale) ha penalizzato enormemente la mia materia. La stessa passione la metto con la “Crossover Guitar Orchestra”, che ho nel cuore e che porto avanti dal 2007.

Un’altra similitudine tra insegnante e musicista (ma direi persona) è il forte peso che per me hanno rispetto ed umiltà. Negli ultimi tempi spesso pubblicizzo ciò che faccio, anche perché lavoro in trio, faccio parte di una grandissima organizzazione quale la International Action Art, sono tra gli Endorser “Settimio Soprani”, devo ringraziare chi vede in me del talento e magari mi dedica articoli o interviste, quindi non posso rispondere come risponderebbe Rita Di Tizio se non dovesse “render conto a nessuno”, spesso mi trovo a non poter scrivere o rispondere ciò che vorrei perché sminuirei anche il lavoro altrui. Sono molto autocritica ed autoironica, mi imbarazzano molto i complimenti e preferisco stare sempre un passo indietro. Rispetto ed umiltà sono la parte fondamentale del mio ruolo di docente e di donna.

Una differenza però potrebbe essere rappresentata dal fatto che in classe mi piace molto parlare con i ragazzi, soprattutto di temi sociali, dell’importanza fondamentale del rispetto e dell’ascolto reciproco (temi che la musica ci insegna); sul palco non parlo mai! Menomale ci sono Alessio e Marino, io sono veramente pessima in questo!

Come dice il titolo stesso Vibración fatal il disco è ricco di vibrazioni diverse che coinvolgono l’ascoltatore che viene catapultato in un mondo fatto di melodie intramontabili, che seppur riarrangiate non stravolgono l’essenza dei vari brani che scorrono come acqua fresca d’estate. Come è nata l’idea di fare un cd?
L’idea è nata per vari motivi: ovviamente per poter far conoscere la nostra musica al di là dei social, è bello sapere che qualcuno (speriamo più di qualcuno…) nella propria casa ha un tuo cd. La domanda è: perché un cd live? Sicuramente è più “rischioso”, possono esserci sbagli, note venute sporche, improvvisazioni che in altri concerti magari sono venute meglio (io poi non sono mai soddisfatta di ciò che faccio). Ma forse tutti dovrebbero realizzare un cd live come abbiamo scelto di fare noi. In studio puoi cancellare sbagli, inesattezze, ripulire il tutto, ma cancellerai anche l’adrenalina che ti dà il concerto di fronte ad un pubblico. Poi il nostro modo di suonare è piuttosto particolare, nel senso che per molti brani non sono definiti né le introduzioni né i finali, questi scaturiscono dall’interplay, dall’interazione emotiva ed empatica che, fortunatamente, noi riusciamo a creare e sentire abbastanza facilmente. Le nostre improvvisazioni non sono le classiche improvvisazioni nelle quali il jazzista può dimostrare la propria maestria in una serie più o meno calcolata di chorus. Le nostre improvvisazioni investono anche la dinamica e l’agogica, risultando credo molto coinvolgenti, probabilmente anche perché sono cercate hic et nunc, ed il pubblico di solito lo percepisce e lo apprezza. Se ascoltate più versioni dello stesso brano, sentirete versioni diverse non solo dal punto di vista dell’improvvisazione melodica, ma anche degli altri parametri musicali. E per questo ringrazio con tutto il cuore i miei compagni Alessio Buccella e Marino Alberti che, grazie ad una visione comune, mi permettono di suonare esattamente nel modo in cui voglio (e lo stesso ovviamente fanno loro, in libertà).

Da un anno ormai il mondo è coinvolto dall’emergenza sanitaria che ha bloccato tutto. Com’è essere musicista al tempo del Covid-19?
Come dicevo prima, per fortuna, il mio lavoro di musicista possiede varie sfaccettature quindi sono riuscita a continuare con l’insegnamento (seppur con la famigerata didattica a distanza). Ovviamente il circuito concertistico è fermo e con esso la mia attività di endorser e di direttrice della “Crossover”. Ma non posso dire di essermi annoiata nel frattempo. Sta uscendo il Cd del trio, ho concretizzato con alcuni progetti la mia attività direttoriale presso l’International Action Art, ho scritto un articolo sul mio lavoro per “Condivisione democratica”. Ovviamente ciò che mi manca di più è suonare e, in particolare, farlo con Alessio e Marino, i miei due colleghi. Molti i concerti cancellati, anche all’estero, chiaramente la speranza è quella di riprendere al più presto. Ciò che destabilizza credo sia proprio la mancanza di prospettive anche a breve e medio termine che, in condizioni di normalità, non hanno bisogno di grandi doti progettuali. Al momento è difficile poter programmare qualsiasi cosa, ad esempio con la International Action Art dovremo fare un doppio lavoro, visto che ho ideato ad un evento che realizzeremo dapprima in streaming (evenienza richiesta dalla situazione) e, successivamente (ma appunto senza poter dare una scadenza) in presenza.

Nella speranza che la situazione migliori nei prossimi mesi, quali sono i tuoi progetti futuri e dove possono seguirti i nostri lettori?
I progetti sono, semplicemente, fare concerti, pubblicizzare il nostro cd durante i tour, fare un buon lavoro con la International Action Art, insegnare e studiare. I lettori possono seguirmi su Facebook che per me, essendo piuttosto timida e riservata, è stato un ottimo mezzo per far conoscere il mio lavoro. Non riuscirei mai a contattare una persona telefonandole e chiedendole di visionare o ascoltare le cose che mi riguardano. Sono una persona che non ama disturbare né proporsi. Quindi per me che sono poco social, paradossalmente, i social sono stati un grande aiuto.

Social e Contatti

  • Facebook: www.facebook.com/rita.ditizio
  • Youtube: www.youtube.com/c/RitaDiTizio
  • Instagram: www.instagram.com/rita.ditizio

Videoclip

  • Libertango, A. Piazzolla: https://youtu.be/rbufJv1BIVA
  • Kalinka, Premio Internazionale Alexander 2020: https://youtu.be/vlWJOFQFjYY

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