INTERVISTA | ROCKY HORROR: il nuovo video per il disco Un salto nel buio

Tornano i ROCKY HORROR tra le nostre pagine con Un salto nel buio, torna il rock di stampo americano a due passi dagli stilemi crossover anche se ormai non amano più definirsi tali oltre che cancellarsi il moniker Fuckin’ Shit

Il nuovo disco è storia di oggi: si intitola Un salto nel buio, anticipato dal singolo Siamo noi a decretare subito le linee guida del concept di tutto il lavoro: il ritorno alle origini, la verità della vita, la semplicità. I RHFS puntano il dito contro le infrastrutture sociali, i media, i leoni da tastiera e con questo nuovo singolo Ali (ovvia dedica a Muhammad Ali) dal grandissimo groove tagliente e potente con le feat. di Kappa – Strana Officina, Alexandros Muscio – Opera IX / White Skull e Rikimaru Beats, gridano alla realizzazione personale e al crederci contro ogni avversità. Viviamo un mondo di totale estetica e competizione mediatica.

Dischi come questo che arrivano dritti dalla polvere dei nostri quartieri di periferia, sono una manna scesa dal cielo per le coscienze di tutti. E che nessuno si senta escluso…

Justice, da qualche giorno corre sul web il vostro nuovo video Ali. L’ultima volta che abbiamo parlato, se non ricordo male, in radio suonava la vostra Non c’è tempo, ed era il 2016. Domanda difficile e forse banale, ma sicuramente affascinante: la prime grandi rivoluzioni in casa Rocky Horror?
Più che di rivoluzione parlerei di evoluzione: siamo sempre noi ma 2.0! “Ali” è un video / spot, che strizza l’occhio allo stile dei documentari, nato dalla collaborazione con la Matador Boxing, noto marchio legato al mondo del pugilato professionistico, che ha scelto questa canzone, dedicata a Muhammad Ali (ft. Kappa – Strana Officina, Alexandros Muscio – Opera IX / White Skull e Rikimaru Beats), come “colonna sonora” per la sua campagna pubblicitaria estiva. Nel clip appaiono tre pro italiani titolatissimi: Ricky Merafina, Massimiliano “El Loco” Ballisai e Jacopo Lusci… a proposito, proprio con Non c’è tempo era nato il nostro legame con questo ambiente ad alti livelli, con ottimi riscontri anche da parte di grandi atleti di sport di combattimento, e quindi questo parallelo che hai fatto calza a pennello!

“Siamo noi” è un videoclip e singolo che ormai ha una sua maturità e vita, non è fresco di pubblicazione ma ha anticipato l’uscita di questo nuovo disco “Un salto nel buio” (Irma Records / Self Distribuzione). Innanzitutto, come siete arrivati alla collaborazione con Playboy? Voi che di featuring siete maestri… che di erotismo e di sesso qui non c’è niente, chiariamolo subito.
La collaborazione più che con Playboy è stata con Kelly Rey: playmate, tatuatrice e non solo. Il pezzo, feat. Esa – OTR / Gente Guasta ed Ettore Carloni – Rhumornero, parla di chi vive fuori dagli schemi, e lei ci sembrava la protagonista perfetta: una donna forte, che si mostra per quello che è, senza volgarità, ma con un pizzico d’eros!

Restando sul tema di partecipazioni illustri: tra le righe sentiamo anche la chitarra di Andy MacFarlane dei The Hormonauts, che con il vostro genere poco c’entra o sbaglio?
Il bello è proprio questo: vedere come un’artista che di solito suona ben altro, si rapporti ad un tuo brano. È uno stimolo per entrambi. Questo vale per lui come per tutti gli altri ospiti: Lord Madness, membri delle band di Alborosie, Brunori Sas, e poi ancora componenti di Lacuna Coil, Meganoidi, Death SS, Cadaveria, Terroni Uniti, Bisca, Fratelli di Soledad, The Hormonauts, Blastema, Chop Chop Band, ecc..

Anche la moda è un filo conduttore per il vostro “parco collaborazioni”, non è così?
In realtà i criteri di “selezione” che usiamo sono: amicizia, conoscenza e gusto personale… nacque così anche il side project Pino Scotto & Rocky Horror col quale siamo in tour.

In questo ultimo album ci sono riferimenti sociali assai precisi e anche crudi in molti casi. Con questo titolo che cosa volete raffigurare? Cos’è buio: il futuro, la musica, il presente o anche semplicemente i sogni (se ancora ha senso farli!)?
Vale sempre la pena di sognare, purché poi ci si impegni per trasformare questi sogni in realtà. Il buio rappresenta l’ignoto, in generale, quel bivio davanti a cui molti si fermano per poi proseguire sul sentiero già battuto mentre altri, ci piace pensare che noi apparteniamo a questa seconda categoria, si buttano a capofitto verso la novità.

Non pensate che qualcuno leggendolo possa supporre un approccio un po’ troppo nichilista, soprattutto nell’ambito del Rock?
Il nome lascia spazio a varie interpretazioni, nel nostro caso però ha un’accezione per nulla rinunciataria, anzi! Basta venire a vederci in una delle tappe del nostro “Un salto nel buio tour” per averne conferma!

Info: https://www.facebook.com/rockyhorrorfs/

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