INTERVISTA | Ecco cosa si cela dietro la mente compositiva di Ru Fus

Ru Fus alias Emiliano Valente, musicista attivo sulla scena dagli anni novanta. Dopo due dischi, Tales e In Fabula, pubblica il nuovo album RebusRu Fus ce lo racconta in questa intervista…

Ru Fus è il moniker dell’artista Toscano Emiliano Valente la cui attività musicale inizia dagli anni novanta prima come musicista di alcune bands locali e poi dal 2014 come solista e autore di quattro progetti tutti sotto la super visione della Ghost Label Record. Otto domande per capire meglio cosa si cela dietro la mente compositiva di Ru Fus. Leggetevi questa intervista!!

Ciao Ru Fus, raccontaci un po’ di te!
Ciao Ru Fus è il monicker del mio progetto solista, sono un musicista attivo sulla scena dagli anni novanta, ho fatto parte di molte band tra cui ti posso citare i primi Zen Circus, i Rodeo Activity e altre collaborazioni con annesse partecipazioni in album vari e compilation. Dal 2014 ho deciso di iniziare un percorso solista e a tuttoggi ho pubblicato un primo album omonimo, seguito dal mini Ep Tales, un secondo album chiamato In Fabula e l’ultima uscita Rebus che è un Ep di sei brani, tutti lavori rilasciati sotto l’etichetta GhostLabelRecord.

Perchè Ru Fus?
Ho cercato un monicker di facile memorizzazione, mi è sempre piaciuto Rufus che è un soprannome che ogni tanto mi viene affibbiato da amici ma visto che esisteva già l’ho diviso in due.

Quattro album e quattro video come artista solista. Qual è il tuo lavoro più riuscito e quale è il video che ti è piaciuto di più?
Non saprei dirlo, per un musicista i propri album sono come i propri figli, piacciono tutti allo stesso modo, ogni volta ho cercato di dare una forma musicale alle mie sensazioni e ai miei stati d animo cercando di sviluppare al meglio quelle che sono state le idee che mi passavano per la testa, ho sempre scritto musica per le band in cui ho militato mentre lo scoglio maggiore è stato scrivere testi dal momento che non me ne ero mai occupato prima ma dopo momenti di impasse iniziale sono riuscito a trovare anche ispirazione per sviluppare con naturalezza e senza forzature questo aspetto.

Rebus è il tuo ultimo lavoro! Come è nata la scelta del titolo?
Rebus è una canzone che avevo già scritto per l’album precedente ma un po’ per le sonorità e un po’ per le tematiche non l’ho ritenuta adatta a far parte di In Fabula, per questo ho deciso successivamente di usarla per questo Ep creando altri brani che potessero a mio parere coesistere bene con questa. Essendo la track attorno al quale è partita e si è sviluppata la costruzione dell’Ep ho deciso di chiamarci anche l’Ep stesso, avevo avuto anche una mezza idea di farne un video ma poi ho optato per Vanish Point, il cui video uscirà a breve.

Di cosa parlano i brani?
Avvenimenti che hanno stuzzicato il mio immaginario, stati d’animo, sensazioni, ricordi, situazioni che ho vissuto o magari che potrei vivere, solitamente ho un taglio un po’ pessimista ed oscuro nell’esprimere i miei sentimenti ed una visione malinconica di quello che mi circonda, non stati d’animo che vivo quotidianamente ma che per qualche motivo spuntano inesorabilmente fuori quando mi approccio a scrivere testi per le musiche che compongo.

C’è molto Nirvana nel tuo stile? E’ da lì che provengono le tue radici musicali?
Sicuramente i Nirvana sono stati un gruppo fondamentale per il mio background musicale però credo di aver assorbito nel tempo molte altre sonorità, certo le sonorità del mid West americano degli anni 90 sono principali per me essendo la musica con cui sono cresciuto con band come Mudhoney, Melvins, Soundgarden, Tad, ecc…, hanno avuto inoltre grande influenza per me le band seminali degli anni 70, conosciute e meno conosciute, così come la scena progressive inglese e la new wave di fine anni 70.

Dietro la copertina del cd c’è un bambino che pensiamo sia tuo figlio? A cosa è dovuta la scelta?
In realtà quello sono io, si dovrebbe intuire dal colore un po’ sgranato della foto, anche se mio figlio devo dire mi assomiglia parecchio, durante la lavorazione dell’album ho sentito che i testi che scrivevo erano più personali rispetto a quelli degli album precedenti e toccavano anche momenti del mio passato più remoto quindi ho deciso di rendere anche sotto l’aspetto visivo questa sensazione.

Non pensi sia il caso adesso di portare dal vivo tutto il tuo materiale?
Mi piacerebbe, devo vedere se ho la possibilità di organizzare questo, se ho compagni di avventura in sintonia per intraprendere questo percorso, per ora è una situazione in stand by che non so come si evolverà, comunque non sto fermo avendo già pronte basi del vero e proprio prossimo album.

E dopo Rebus? A livello di album che succederà? Ti prendi un po’ di risposo o sei già al lavoro per un nuovo progetto?
Non sto mai fermo, sono in una fase molto prolifica e ho già registrato le basi di quello che sarà il prossimo album, inoltre sono già state registrate le batterie e stavolta non e’ stato Raffaello (il batterista dei miei precedenti album) ma Roberto Bufera ad occuparsene, sarà un lavoro più vario del solito e non vedo l’ora di inciderlo.

Saluta i lettori di Blog della Musica come preferisci…
Ti ringrazio dello spazio e mando un mega saluto a tutti. Mi trovate sulla pagine Ru Fus di Facebook o su GhostRecordLabel, il mio sito invece è in fase di modifiche e al momento non disponibile.

Info: https://www.facebook.com/progettorufus

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