Love Songs For Freaks & Dead Souls: le intime ragioni di R.Y.F.

Nell’intervista di oggi chiacchieriamo con la giovanissima Francesca Morello, in arte R.Y.F., che ci parla del suo nuovo progetto musicale da cui ha estratto il video di 8 (Hate)

Come archiviare un disco di tanto spessore? E poi perchè archiviarlo? E difatti lo tiriamo fuori a gran voce perchè merita spazio e un tratto spesso di colore acceso per sottolinearne i passaggi. Giovanissima Francesca Morello, già veterana nel suo underground e di quello italian. Si fa chiamare R.Y.F. nome reduce da esperienze passate di band ed ora pronte a respirare nuova alba in questa essenza solistica. Grandi spazi, metropolitane di cemento, quartieri e mood che si tengono in bilico tra la polvere ed un pomeriggio silenzioso, la ricerca di se dietro le ballate grunge di una voce che graffia, inglese di Ravenna, ma italiana del Mondo. Blog Della Musica non se la fa scappare. Una chitarra ed una voce per R.Y.F. e altro non serve. Stop.

R.Y.F. sembra voler evadere non solo dall’Italia ma anche dalla realtà. Sei d’accordo con questa mia sensazione?
Ma R.Y.F. è anche evasione da Francesca Morello?
Non credo di voler evadere dalla realtà piuttosto far presente che la realtà non univoca, e non credo di voler nemmeno evadere dall’Italia. Non credo che sia un disco di evasione ma piuttosto di condivisione di pensieri, momenti e riflessioni.

Esperimento o approdo? Insomma stai sperimentando nuovi modo di essere o finalmente hai trovato qualcosa che ti rispecchi?
Non sono una ragazzina, questo è un dato di fatto anagrafico, ho sempre suonato e scritto pezzi miei, la musica è uno dei miei canali di espressione e quindi mi rispecchia, proprio perché è una necessità.

La prima sensazione che hai avuto riascoltando il disco finito?
Il mio essere estremamente pignola non va molto d’accordo anche con la mia impulsività, diciamo che non ho voluto ascoltarlo troppo subito, avevo le orecchie piene di quelle canzoni, volevo pulirmi la testa e non essere frettolosa, quando l’ho riascoltato dopo un po’ mi è piaciuto ed ero più che soddisfatta!

Quanto è autobiografico questo disco? Quanto è destinato a tutti gli altri?
In parte è autobiografico ma credo sia un disco che può essere riletto in chiave personale da chiunque, il mio modo di scrivere non va in una sola direzione, anche se inizialmente scrivo per me stessa parlo di sentimenti e situazione condivise.

Dal vivo… non ti manca una band e il suo suono?
Ho suonato per molti anni con delle band, ma il ritorno alla dimensione solista mi ha permesso di essere più caparbia nel volere che la musica fosse parte fondamentale della mia vita. Attualmente mi piace girare da sola, è una prova continua delle mie capacità e non è sempre facile essere da sola davanti a tutti, ma mi rende felice. Quando diventerà necessaria la collaborazione con qualche amico musicista sicuramente ascolterò il mio stomaco e comincerò una nuova avventura.

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