INTERVISTA | S.O.S. – Save Our Souls: il pop rock di “Esse o Esse”

Esistenzialista perché gioca con il quotidiano e in qualche modo edulcora quell’essere o non essere che è alla base di tutto in quest’era dell’apparenza. Ma è anche un lavoro di romanticismo, di sensibilità e di dura sostanza rock quello degli S.O.S. – Save Our Souls che pubblicano Esse o Esse anche in vinile 33 giri

Questo nuovo disco di S.O.S. – Save Our Souls di cui tanto si è parlato nei consueti canali indipendenti, fa sfoggio maturo di un mestiere artigiano dell’ormai antico pop rock italiano, quello suonato, quello di amplificatori e di melodie dolci ben arrotondate con eleganza e gusto nelle scelte melodiche e negli arrangiamenti che mai si mostrano eccessivi e ridondanti. Un disco semplice che sottolineiamo con grande stima per chi contrappone all’avanza inesorabile dei computer il vecchio lavoro “manuale” del suono.

Come sempre ci piace partire dai nomi che trovo sempre molto affascinanti. SOS, come aiuto ma anche come l’acronimo di Save Our Souls. Da dove nasce?
Al nostro nome sono legate due storie che coinvolgono entrambe il nostro frontman. La prima arriva dalla sua passione per un gruppo, i Sigue Sigue Sputnik, che oltre a riunire musicalmente new wave, post punk e glam rock avevano una grafica pazzesca e un logo con tre “s” di cui una dentro una stella. Prima di quello ufficiale sul nostro primo poster era presente un logo proprio con una stella all’interno della “O”. La seconda storia arriva dai concerti dal vivo durante la gavetta con una cover band in cui ad un certo punto Bruco aveva cominciato a chiudere alcuni concerti urlando “Salveremo le vostre..” e il pubblico rispondeva “anime”. Quando fu matura l’idea di scrivere pezzi originali quella frase ispirò il nome della band ed è chiaro che il riferimento a quanto sia stata importante la musica come elemento di emancipazione e come impegno e passione che ci teneva lontano dalla cattiva strada.

Ed il titolo di questo disco non da meno: molti lo leggono come un’ode shakespeariana, altri come un gioco di parole con il vostro moniker… come si legge?
È ovviamente un gioco di parole… E poi ci piaceva il titolo del disco con il nome del gruppo… Sai, come i Chicago!

E quindi veniamo ad un altro lato del fascino che riguarda la copertina.Tra l’altro anche “Negli occhi” vengono riprese delle trame che troviamo qui. Sembrano simboli alchemici…
Vorremmo tanto dire che vengono da Aleister Crowley, ma non é vero. L’ idea viene da album che abbiamo amato in gioventù che presentavano questi simboli misteriosi… Ovviamente Led Zeppelin 4 ma soprattutto Love dei Cult…quante volte l’abbiamo guardato cercando di capirci qualcosa! Per cui abbiamo pensato di trovare dei simboli che rappresentassero le singole canzoni, o citassero parti del testo. È uno stimolo ad ascoltare il disco con in mano la copertina, come abbiamo fatto con i nostri vinili quando abbiamo cominciato ad amare la musica… La copertina era spesso importante quanto la musica… Pensiamo agli Yes, ai Pink Floyd, gli Iron Maiden… Le copertine erano opere d’arte… é tragico che si sia persa questa cosa.

Eppure dentro i solchi di questo vinile 33 giri troviamo un bel pop rock italiano di stile classico. Sembrano incoerenti le cose… non trovate?
C’è sicuramente quello che dici nella musica degli Sos ma non solo… Dopotutto Non mi fermare, Presidente o Ancora vivere non ci sembrano allineate al tipico pop rock italiano… E considera che siamo appena usciti con un brano strumentale “Segnali” di chiara impronta progressive rock, una sorta di ponte tra le Orme e i Rush…Ci sono molti aspetti che probabilmente dobbiamo ancora mostrare.

Classicismo, tanto e ben fatto. Ma la sperimentazione? Come la vivete, se la vivete? Oppure in che modo la troviamo dentro “Esse o Esse”?
Non ci poniamo in realtà il problema di essere o meno orecchiabili o convenzionali…suoniamo quello che ci viene e lo filtriamo con il nostro gusto, dopotutto ci aspettiamo di doverlo suonare per molto tempo…nei nostri brani ci sono spunti, citazioni ed influenze che per noi sono evidenti, ma che essendo integrati nel brano lo sono meno per un ascoltatore esterno…

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