INTERVISTA | Saffir Garland e la sua ghirlanda di zaffiro

Saffir Garland ovvero il cantautore satirico veneto Gilberto Ongaro, ai microfoni del Blog della Musica racconta di sé e del suo disco L’ira dei buoni

Siamo in compagnia di Saffir Garland ovvero Gilberto Ongaro. Ciao e benvenuto. In poche righe ci parli di te? Chi sei e cosa fai?Sono un cantautore satirico, scrivo testi in italiano e musiche in ironico, nel senso che spazio fra tanti stili prendendoli tutti un po’ in giro; hanno definito il mio genere “pop umoristico”.

Come mai questo nome d’arte Saffir Garland? Cosa significa?
Saffir Garland
significa “ghirlanda di zaffiro”, storpiando il termine inglese “sapphire” per la pronuncia troppo sguaiata (“Saffaiaaa!”). La Ghirlanda è metafora della mia musica, gli zaffiri che la compongono questa sono tutte le preziosità che derivano dalle molteplici influenze musicali che ho.

Saffir Garland che musica ascolta? E Gilberto Ongaro invece?
Domanda intelligente, perché tutto ciò che ascolta il personaggio Saffir Garland lo ascolto ovviamente anch’io, ma non è vero il contrario. Io spazio troppo e non tutto lo sfrutto poi per scrivere, ma solo come ascoltatore; passo dal prog al punk, dagli Ayeron ai Polysics e ai Sex Pistols, dai Rammstein a Peter Gabriel, dai Bluvertigo e Rino Gaetano ai Kraftwerk; di alcuni artisti amo lo stile vocale graffiato anche se non tutte le canzoni, come ad esempio Riccardo Cocciante e Marco Masini. I testi di Caparezza, seppur a volte troppo fazioso… Tanta musica italiana dai classici come Lucio Battisti al mio mentore Franco Battiato, all’altro mio faro che sono gli Elio e le storie tese, che però al momento nelle mie orecchie si stanno facendo sostituire dai loro unici degni eredi: i Pinguini Tattici Nucleari, che ultimamente influenzano il mio modo di cantare e mi mettono anche tanta soggezione.

Hai debuttato discograficamente nel 2014 con Le regole sono cambiate e a fine 2016 un nuovo EP dal titolo L’Ira dei Buoni. Quanto è cambiato Saffir Garland in questi due anni e come il suo cambiamento si è riflesso nell’ultimo lavoro?
Allora, nel primo album Le regole sono cambiate ho sfogato la creatività prog, mentre nell’Ep L’ira dei buoni ho provato ad approfondire l’elettronica. Avendo praticamente “licenziato” la band, ho provato esperimenti a cui non pensavo prima, come campionare pezzettini di altre musiche come fanno i Daft Punk e sfruttare bene la drum machine. Se prima cercavo di tenere tutto sotto controllo, ora lo è ancora di più, anche se lascio spazio alle idee creative del produttore.

Se potessi ascoltare un solo brano del tuo EP su quale dovrei focalizzare la mia attenzione e perché?
Il leggerismo. Perché è quello dove meglio si percepisce sia il sarcasmo testuale che ricerco, sia il salto di palo in frasca nella musica, che va dal pop al reggae con ukulele allo swing jazz al rap.

So che stai già lavorando ad un seguito de L’ira dei buoni. Ci puoi anticipare qualcosa?
Certo, si chiamerà La calma dei malvagi, in risposta all’Ep attuale, uscirà a gennaio 2018 e penso che farà scalpore: si parlerà dello scandalo del coltan, del turismo sessuale infantile, ma anche dell’obsolescenza programmata. Ci saranno battute che non fanno ridere, o almeno non a tutti fanno ridere perché le capiscono e si arrabbiano, e soprattutto sarà ricco dal punto di vista musicale: ci sarà afro prog, folk, metal, reggae che si trasforma in hard rock, addirittura un brano sanremese e altro ancora. Ho invitato 14 musicisti ospiti per le 9 canzoni che comporranno l’album. Ecco perché uscirà l’anno prossimo: ora c’è un lavoraccio di post produzione da impallidire!

Tra questi ospiti ho visto da Facebook che hai anche un mio compaesano Maurizio Zannato dei Marmaja… cosa ci puoi dire di lui e del suo gruppo?
I Marmaja sono fantastici, sono uno storico gruppo folk di Rovigo; avendo ospitato sia Maurizio Zannato che il fisarmonicista Giovanni La Terza, ho potuto constatare una cosa di loro: sono prima che musicisti un gruppo di amici, e nella musica fanno trasparire questo senso di appartenenza e di squadra complice, che è davvero raro ritrovare oggi.

Prima di lasciarci, caro Saffir chiedo anche a te quali sono i tuoi prossimi progetti.
Il 22 luglio suono a Monselice allo Stuzzico, in apertura ai Malasorte. A settembre girerò un videoclip sul brano del nuovo album che dovrebbe uscire in anteprima a ottobre, per un motivo molto importante che scoprirete al momento dell’uscita.

Grazie Saffir Garland per aver dedicato un po’ di tempo al nostro Blog…
Grazie a voi per l’interesse verso questo mondo della Ghirlanda di Zaffiro!

Info: https://www.facebook.com/saffirgarland

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