INTERVISTA | Santino Cardamone: via la coppola, in alto la poesia

Il nuovo disco di Santino Cardamone si intitola Mondocervello ed è di un suono acqua e sapone, di una voce acqua e sapone e di una semplicità che sinceramente ci piace. Lo scopriamo nell’intervista di Blog della Musica…

Quanta poesia c’è nel nuovo disco di Santino Cardamone? Certo stiamo parlando di poesia cantata, non di quella in rima con figure retoriche e visioni romanzate anni ’30. C’è quella grande bellezza di canzone che fa della nostra tradizione una bandiera di gusto e qualità. Il nuovo disco di Santino Cardamone si intitola Mondocervello ed è di un suono acqua e sapone, di una voce acqua e sapone e di una semplicità che sinceramente ci piace. Un disco che finalmente contrapponiamo alla plastica digitale di mille produzioni fintamente d’avanguardia. Ultimamente si sta tornando a questo “passato” e da un artista cantautore come lui che aveva preso la strada delle hit radiofoniche da main stream dopo la fantastica esperienza su X-Factor, sinceramente non ce lo saremmo aspettati. Eppure oggi il suo nuovo disco sa di rione popolare e non di prefabbricato con le vetrate digitali. Un buonissimo ascolto…

Cos’è o cosa significa Mondocervello?
Diciamo che il titolo è una parola che nasce dal mio vocabolario personale. E’ il mio mondo canoro e sonoro racchiuso nel mio cervello. Sono le canzoni che mi ronzano in testa.

Un nuovo disco che in qualche modo sembra voler rinnovare e voler rivoluzionare te stesso. Un non adagiarsi al solito cliché. Sbaglio?
Non direi, se dobbiamo parlare di un cambiamento è riferito ai testi delle canzoni che trattano argomenti un po’ delicati come l’anoressia o il femminicidio, ma posso assicurarvi che sono sempre il Santino Cardamone di sempre con la stessa voglia di mettersi in gioco.

Tutto questo sembra voler dire assumere una veste più indie, nella filosofia più che ne genere. Che ne pensi?
Sarà che la parola “indie” per me non esiste da un po’ di tempo. Oggi l’indie è solo una moda ma non di certo un genere. Io personalmente, considerato il mio percorso artistico, mi sono sempre autodefinito indie-folk.

Eppure, restando in questo tema, forse in questo disco mi sembra di cogliere maggiori riferimenti ai grandi classici. Che questa evoluzione sia un tornare alle origini per te?
Certamente mi sono ispirato ai grandi e ho cercato, o meglio sto cercando ancora oggi di prendere spunto dai grandi cantautori per migliorarmi ma anche per affrancarmi e rendere il mio personaggio sempre più originale possibile.

E per chiudere, oltre alla poco velata citazione all’opera di Marquez con il brano “L’amore ai tempi di Facebook”, che altri riferimenti letterari ci sono in questo disco?
No, sinceramente per l’amore ai tempi di facebook non avevo pensato neanche minimamente all’opera di Marquez…

Info: https://www.facebook.com/santinocardamonemusic

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