INTERVISTA | Sara Galassini: dalle scene teatrali all’esperienza cantautorale

In questa intervista scopriamo l’evoluzione artistica della cantautrice Sara Galassini e del compositore Yukio Tsuji duo fondatore della Sara Galas Band che ha appena pubblicato l’album di debutto HER

Sara Galassini ha iniziato a fare teatro all’età di 17 anni, quando ne aveva 22 ha conosciuto ad Arcidosso Ellen Stewart, la fondatrice del teatro La MaMa di New York. Quest’incontro ha completamente cambiato la sua vita perché grazie a lei ha conosciuto il teatro sperimentale ed iniziato a recitare cantando in lingue antiche o addirittura inventate.

«Beh si, io non ho mai fatto una scuola tradizionale di musica – spiega Sara Galassinima la mia formazione musicale è avvenuta direttamente sul palco e nei basement dei palazzi di New York. Ed è grazie a molti degli spettacoli che ho fatto a La MaMa dall’anno 2000 che è iniziata la mia collaborazione con il multi strumentista e compositore Yukio Tsuji. Yukio per 30 anni è stato uno dei maggiori compositori della Great Jones Company de La MaMa, della quale faccio parte anch’io da quasi 20 anni.

E’ grazie alla dedizione e gli insegnamenti di Yukio che oggi posso vestire i panni della cantautrice.

Yukio mi ha insegnato gran parte di quello che conosco della musica. Ho passato ore dentro al suo studio di registrazione osservandolo ed ascoltandolo suonare, comporre ed arrangiare, creare o aggiustare strumenti e stand per le sue batterie uniche. Yukio mi ha permesso di entrare nel suo mondo musicale e nel mondo della musica in generale, di sviluppare la mia sensibilità, che al tempo era già influenzata fortemente dal mio amore per Mina Mazzini e per la canzone italiana d’autore degli anni 60/70/80, ed oggi anche dai quasi 20 anni vissuti a New York. 

Il mio amore per la poesia e lo scrivere sono anche stati un forte aiuto, perché le mie canzoni spesso nascono come versi che poi un giorno trovano spazio al di fuori della pagina bianca, per vestirsi di magnifici e nuovi colori grazie agli arrangiamenti di Yukio.»

Sara Galas Band: HER, copertina del disco

Sara Galas Band: HER, il disco

Dopo anni di recitazione e di collaborazioni teatrali come quella ventennale con La MaMa ETC (New York) ti proponi oggi nella veste di cantante, un ruolo che, a giudicare da quanto si ascolta sul disco, ti si addice molto bene… Quale motivazione ti ha spinto a valicare quest’ultima frontiera?
La mia collaborazione musicale con Yukio è nata nei primi anni 2000. L’uscita di questo disco per noi rappresenta un punto d’arrivo ed un nuovo inizio, quindi sono molto felice e orgogliosa di questo traguardo.

Il motivo per il quale dopo tanti anni di live performance abbiamo deciso di registrare questi pezzi e farne un album e’ perché stavamo iniziando a perdere il filo di ciò che avevamo scritto e creato insieme. Volevamo essere sicuri che almeno alcune delle tante ore che abbiamo passato insieme divertendoci a suonare potessero essere ricordate per sempre e condivise con il grande pubblico.

Inoltre Yukio ed io abbiamo un punto di vista ed una percezione della vita molto simili, per non parlare dei nostri valori e di ciò che consideriamo priorità assolute. Beh, posso dire che HER parla di cose che per noi sono imprescindibili, il nostro amore e rispetto per la natura, e l’importanza che diamo al percorso spirituale, che  e’ una delle cose che ci accomunano più al mondo.

Sono l’amore per la natura ed il desiderio di vivere con cuore aperto e privi di paure in un mondo che spesso ci sembra estraneo che ci hanno spinto a voler condividere questo lavoro con il mondo, perché riteniamo che c’è un grande bisogno a livello globale di riconoscere la propria appartenenza e responsabilità verso la natura e tutto ciò che ci circonda ogni attimo della nostra vita.

Il modo in cui trattiamo il mondo che ci circonda è il modo in cui educhiamo i nostri bambini, ed in fondo anche il modo in cui trattiamo noi stessi.

HER è il titolo dell’album… ispirato da?
HER è una raccolta di brani scritti per onorare lo spirito femminile della madre terra, per celebrare la natura ed i suoi insegnamenti, per raccontare alcune delle fragilità dell’essere umano e come queste siano strettamente legate ai valori profondi della vita, quali l’amore, l’ascolto profondo e la connessione con lo spirito, l’attenzione, il rispetto, l’apprezzamento, la gratitudine ed il prendersi cura di ciò che ci accoglie, ci nutre, ed a cui apparteniamo.

Tutto ciò è indubbiamente ispirato dalla mia esperienza di vita. Io sono cresciuta in una famiglia in cui l’uomo ha sempre avuto il potere decisionale e ha dettato le regole ma nonostante questo le donne della mia famiglia sono sempre state le figure più importanti per me perché mi hanno passato gli insegnamenti più importanti, mi hanno accudito e mi hanno mostrato cosa sono il coraggio, la fedeltà, la fiducia, la speranza e la forza interiore.

E’ questa forza rigenerativa e creativa femminile che decido di celebrare con HER, un’energia ed una qualità che nel mondo di oggi facciamo ancora fatica a valorizzare perché appartiene nell’interiorità’ dell’essere, richiede introspezione e di seguire la propria intuizione.

Oggi viviamo in un mondo che ci rende sempre più estranei a noi stessi perché ci chiede continuamente di essere in più posti contemporaneamente e di concentrarci sull’azione, il fare, progettare, portare risultati. Le tecnologie moderne avvicinano le distanze permettendoci di comunicare a lunga distanza, ma allo stesso tempo ci portano via da quello che ci circonda e si manifesta nel momento. Siamo sempre di corsa, cercando di essere visti e riconosciuti tra tanti altri, continuamente a fare i conti con un mondo basato sulla competizione ed il successo, costantemente presi dalla materialità delle cose quotidiane, spesso dimenticandoci di celebrare le piccole cose che ci riempiono il cuore e ci danno la forza per andare avanti.

HER nasce quindi come un richiamo alla parte più profonda del sé, un’ode all’amore profondo che esiste in ognuno di noi, ma che troppo spesso non ascoltiamo ed esprimiamo perché viene sopraffatto dalla paura, la negatività, l’aspettativa, l’egoismo, il narcisismo, l’invidia, la gelosia, da un senso di inadeguatezza ed impotenza, dai continui atti di separazione e distruzione ai quali partecipiamo come spettatori ed attori, da vicino e lontano con ogni respiro e battito di cuore.

HER è un viaggio verso il sentire profondo per riappropriarsi di sé, delle proprie scelte, azioni e responsabilità, che riguardano non solo noi stessi ma anche le generazioni a venire.

HER è una porta che viene aperta verso le parti più oscure del sé, è una promessa d’onore fatta a se stessi, un inno alle possibilità e alla diversità, e’ una mano offerta con fiducia e senza condizioni al sesto senso.

Analizzando le 14 tracce si evince una spiccata contaminazione da tipologie e generi musicali eterogenei. Come classificheresti stilisticamente la tua produzione nell’attuale mercato discografico?
Le nostre canzoni sono indubbiamente piene di contaminazioni, cosa che per me è un buon segno perché parla di uno stile di vita che ci porta  a conoscere ed esplorare mondi e culture diversi dal nostro e ci permette di aprirci a nuove possibilità. Proprio per questo spero di aver fatto un disco che possa essere apprezzato in tutto il mondo e non solo in Italia ed in America, o da chi ascolta un genere di musica specifico. Spero che chiunque possa trovare in HER una canzone da ascoltare e riascoltare.

Un ruolo fondamentale nella realizzazione dei brani va sicuramente attribuito a Yukio Tsuji, il tuo compagno, musicista da sempre con un curriculum artistico chilometrico…
Senza Yukio questo disco non sarebbe mai arrivato a compimento. Senza il suo genio artistico e la sua sensibilità musicale nessuna delle canzoni avrebbe potuto prendere forma. Io riesco a scrivere un testo e comporre una melodia, ma non potrei mai riuscire a creare i suoi arrangiamenti. Yukio respira musica da tutti i pori, 24 ore al giorno, la sua mente è continuamente occupata dalla musica. Questo suo talento è un dono vero e proprio, che io non ho.

A 20 anni (circa) esci di casa, lasci le splendide vallate senesi in direzione New York… Ma è proprio così difficile affermarsi nella nostra terra natia o la tua è stata, semplicemente, una “scelta di vita”?
Direi che più che una “scelta di vita” è stata la vita stessa a scegliere per me. Io non ho fatto altro che seguire i miei sogni e le mie passioni. Non mi era mai passato per la testa di andare via dall’Italia, ma quando Ellen Stewart mi ha invitato a diventare parte della sua compagnia a New York non ho avuto altra scelta che accettare il suo invito.

Inoltre io non ho mai pensato a dove fosse più facile affermarmi ed avere successo. Il successo è un concetto individuale e complicato da definire, quasi misterioso, non necessariamente legato ad un riscontro economico e ad un riconoscimento esteriore, ma, a mio avviso, molto di più ad un percorso interiore.

C’è qualcuno, fatta eccezione di Yukio, appunto, che ha inciso fortemente sulla tua formazione artistica?
La mia formazione artistica è molto varia e indubbiamente legata ad alcuni dei miei insegnanti e colleghi. Per quanto riguarda la canzone Mina e’ la mia più’ grande ispirazione, la sua arte del cantare ha indubbiamente inciso sulla mia formazione musicale.

In un momento attuale, quello musicale intendo, fortemente dominato da timbriche e groove virtuali, tu scegli di andare controcorrente e di esaltare il suono acustico e il “cuore” del musicista… Un disco alla vecchia maniera insomma!!!
Sono cresciuta nell’Italia dello Zecchino d’oro e di San Remo, quindi per me la musica è sempre stata acustica. Non mi sono mai appassionata ai suoni elettronici. Andare controcorrente è per me quindi una scelta obbligata, perché non potrei fare altrimenti.

C’è una traccia che più delle altre racchiude tutti i tuoi sentimenti?
E’ impossibile per me pensare che una traccia sola sia rappresentativa del disco. Credo che HER sia la canzone più misteriosa di tutto il disco e che quindi ne racchiuda l’essenza del significato,  raccontando una storia per me simile ad una fiaba, ad una storia fantastica.

Per quanto riguarda la musicalità dei pezzi, ho indubbiamente dei preferiti, ma sceglierne uno che musicalmente ne rappresenti tutti, per me e’ impossibile.

Attrice, cantante e, da quanto mi risulta, anche percussionista… Una versatilità fuori dal comune dettata da esigenze specifiche o semplicemente dalla passione?
Ho sempre avuto il desiderio di esprimermi tramite modalità espressive diverse. E’ quindi stata la passione di provare cose nuove che mi ha portato ad addentrarmi nel mondo della danza, il teatro, la poesia e poi la musica. Ho avuto la grande fortuna di essere circondata da tutti queste realtà artistiche a New York e specialmente a La MaMa, un luogo che accoglie tutte le espressioni artistiche.

L’ultima è la più scontata delle domande… Avremo modo di apprezzarti anche in altre pubblicazioni discografiche oppure HER rappresenta la tua unica eccezione “canora”?
Beh, a dire la verità, Yukio ed io abbiamo già abbastanza canzoni per fare un secondo album, quindi credo che non dovrete aspettare a lungo per un’altra pubblicazione.

Ma sicuramente aspettatevi qualcosa di diverso!

Ascolta e segui Sara Galas Band su Spotify

Info: https://www.facebook.com/SaraGalassiniYukioTsuji/

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