24 anni e tanta voglia di fare musica: questo è SEBA un giovane cantautore vicentino al suo debutto discografico con l’album Hostage, Stuck in my head registrato a Vinci al Mulino del Ronzone. Gli abbiamo rivolto alcune domande per conoscerlo meglio, ecco cosa ci ha raccontato…
Ciao SEBA e benvenuto su Blog della Musica. In poche righe ti puoi presentare ai nostri lettori?
Ciao a tutti, mi chiamo Sebastian in arte Seba. Sono un ragazzo di 24 anni che scrive musica per necessità perché è l’unico momento dove riesco ad essere cosciente delle mie emozioni. Scrivo da quando ho 16 anni ma solo ora esco al mondo con la mia musica perché sono riuscito a trovare un equilibrio stabile per esprimere veramente chi sono, con la mia musica riuscirete a conoscere la parte più intima di me, parlo di battaglie d’amore e di insicurezze sulla mia vita e battaglie che ancora oggi mi accompagnano.
Come ti sei avvicinato alla musica e alla scrittura?
La musica mi ha sempre accompagnato fin da piccolo grazie a mio papà che è stata la mia fonte di ispirazione. Lui è stato il mio primo insegnante di musica autodidatta mi ha insegnato a suonare la chitarra e insieme a lui da piccolo andavo a suonare in chiesa per animare la messa, usavo quel momento per cercare di allenarmi e suonare sempre meglio. La scrittura invece non so bene come sia nata ma un pomeriggio non volevo più suonare cover ma volevo fare qualcosa di mio e quindi ho provato e ho capito che forse qualcosa poteva venirmi, con la pratica sono migliorato e ora sono qua sicuramente ancora con tanto da imparare.
Il tuo primo disco si intitola “Hostage, Stuck in my head”, ce ne parli? Come è nato?
Ho sempre avuto in mente di provare a fare qualcosa con i brani che ho scritto, ma non sapevo come muovermi e allo stesso tempo mi faceva paura uscire dalla mia confort zone. Ringrazio le persone che ho incontrato nella mia strada che hanno fatto in modo che il mio sogno sia effettivamente potuto essere concretizzato e senza di loro probabilmente sarei ancora in camera a scrivere senza mai mostrare chi sono veramente. Questo album racconta del mio vissuto in prima persona, delle insicurezze che in parte mi seguono ancora, parla di amore, parla del voler in qualche modo uscire finalmente dalla propria testa perché rimasto in trappola per troppo tempo da me stesso.
Ascolta il disco Hostage, Stuck in my head di Seba
Il tuo primo lavoro è stato anticipato dal singolo “There Are Days”, accompagnato anche da un videoclip, raccontaci questo brano e come mai è stato selezionato per presentare il tuo lavoro.
“There are days” è stato scelto principalmente perché è stata effettivamente la prima canzone che ho scritto, e la canzone con cui mi sono fatto conoscere dalle persone che ora mi stanno dando una mano; per me questa canzone è l’inizio di tutto e avevo la necessità che fosse l’inizio anche della mia carriera come musicista
I tuoi sono brani molto intimi, riflessivi e sono accompagnati solo dalla chitarra. Come mai questa scelta?
Insieme a Samuele che è stato il mio compagno di viaggio fin dal primo giorno, abbiamo deciso che questi brani dovevano uscire in questo modo per essere assaporati senza filtri o sommersi da troppe cose. I brani dovevano uscire spogli così da sentire il sentimento puro dietro ogni accordo e parola, siamo solo io, Samuele e le nostre chitarre.
Canzoni autentiche, essenziali: qual è il messaggio che vuoi che arrivi a chi ti ascolta?
Vorrei che le persone percepissero il fatto di non essere sole, di lottare nonostante tutto, di sfogarsi, di avere coraggio, di amare e di essere sé stessi, ma soprattutto di mollare mai.
Contaminazioni e ispirazioni. SEBA ascolta molto la musica di…?
La mia ispirazione più grande sono stati diversi artisti che mi hanno accompagnato durante mia adolescenza come: Billie Eilish, Ed Sheeran, Justin Bieber, Clinton Kane, Twenty One Pilots, principalmente loro anche se ascolto di tutto e tutto mi influenza, mi piace non fermarmi mai ed esplorare i mondi di altri artisti
Ho letto che vivi in provincia di Vicenza, ma il disco è stato registrato in Toscana, al Mulino del Ronzone: come sei entrato in contatto con questa realtà?
Samuele esplorando le diverse opportunità di produzione è entrato in contatto con la realtà del Mulino del Ronzone e me l’ha subito proposto: entrambi ci siamo innamorati del posto e delle persone cui ci lavorano. Cercavamo persone professioniste che ci potessero aiutare nel progetto e abbiamo trovato un posto magnifico, stare in quel posto è stato stupendo, un’atmosfera che ti fa sentire bene prima dentro per poi poter scatenare la creatività per produrre la nostra arte e musica.
Per chiudere questa intervista: che disco è questo primo lavoro di SEBA secondo te?
Questo è il disco della rivincita e solo l’inizio della nostra storia.
Social e Contatti
- Instagram (Artista): https://www.instagram.com/hostagexsebastian
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- Etichetta: https://www.suonamidite.org
- Spotify Artist: https://open.spotify.com/intl-it/artist/7AbBW4ZQ9ReOmgQr2UFNM9
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