INTERVISTA | Sestomarelli, Fra l’Amore e il Rumore

E’ uscito Urgente, il primo singolo dei Sestomarelli estratto dal loro nuovo album Fra l’Amore e il Rumore pubblicato il 29 Novembre per Junkfish Records. Blog della Musica ha intervistato la band

Il 29 Novembre è uscito Fra l’Amore e il Rumore, il vostro nuovo disco. Ci spiegate meglio questo titolo?
La frase è tratta dal brano “Pagando” che è stato per un po’ in lizza per essere il primo singolo estratto dal disco; ed è allineato al concept della copertina. L’amore rappresentato dal colore rosa e soprattutto dalle uova, simbolo di creazione e rinascita; il rumore che tipicamente i cartoni per il trasporto delle uova – comunemente usati per l’isolamento acustico, nelle applicazioni più artigianali – attutiscono. La frase continua, nel testo della canzone: “Fra l’amore e il rumore, non saprei giudicare il mio profilo migliore: ma è la sola faccia che ho”. A indicare, metaforicamente, che presi in mezzo fra le cose piacevoli e quelle più seccanti dell’esistenza, in ogni caso ci si gioca tutto in prima persona e mettendoci, appunto, la faccia. Restando sé stessi coi pregi e difetti di ciascuno, resistendo alle pressioni di chi ti vorrebbe sempre diverso, meglio disposto ai compromessi, vulnerabile alle sollecitazioni esterne.

Rispetto ai precedenti lavori, quest’ultimo ha preso una direzione più rock-pop, rispetto alle sonorità ben più folk alle quali ci avevate abituato. Come mai questo cambio di rotta?
Non credo si possa parlare di un autentico cambio di rotta né di una evoluzione o di una metamorfosi definitiva. Come tutto quel che ognuno compie nella vita anche queste canzoni sono il frutto di un momento preciso dell’esistenza e di un modo di essere nel tempo. Non penso che l’anima folk sia sopita – basti pensare a episodi come Un padreSe voliVilla InfernoBallata nuziale o la stessa Piombo su Milano. Oggi, nel 2019, questo è quello che vogliamo esprimere o meglio ancora quel che ci siamo sentiti di comunicare. Dovessimo realizzare un quarto album di inediti il mese prossimo, ne sortirebbe qualcosa di ancora differente. L’essenziale è che ci soddisfi; e per ora è così.

Tanti sono i riferimenti culturali presenti in Fra l’Amore e il Rumore: Pogues, Gianluca Ferraris e il suo detective Gabriele Sarfatti, Mircea Eliade, Edgar Allan Poe.Tutti questi artisti e autori lasciano immaginare un vostro background culturale. Raccontateci un po’ di questi vostri riferimenti. Quali sono le vostre principali influenze (non solo musicali)?
Ognuno di noi ha alle spalle esperienze professionali e di vita diverse; e un bagaglio culturale originale e personale. C’è chi si occupa o si è occupato di grafica, chi lavora o ha lavorato in aziende della specializzazione più varia; chi ha fatto studi artistici e chi letterari o filosofici. Lo stesso può dirsi degli ascolti che spaziano dalla classica al jazz e dallo hardcore punk al metal, dal folk al rockabilly e alla psichedelia. I testi sono sotto la mia responsabilità, quasi per intero e tanto Eliade quanto Poe sono un mio vecchio pallino. Basti pensare che Ballata Nuziale ha preso forma quando ero poco più che adolescente e poi si è sviluppata in tempi recenti in maniera imprevista. Chiaramente, spesso l’ispirazione originaria si evolve perché il testo si mette al servizio della musica, quindi aspettarsi completa fedeltà al modello iniziale è impensabile. Con l’eccezione di Sarfatti e Ferraris. Qui, abbiamo reso omaggio a un bravissimo autore quasi-giovane che ha sempre dimostrato di amare la nostra musica così come noi abbiamo apprezzato la sua narrativa. Tanto per restare in ambito letterario, si tratta di affinità elettive, insomma.

Di cosa parlano i vostri testi e dove prendete ispirazione?
Dall’osservazione della realtà che ci circonda e dal terrore che spesso questa realtà suscita. Da un clima generalizzato di odio violenza e ignoranza che ritengo impossibile non percepire e stigmatizzare – quel che peraltro Ferraris fa nei suoi romanzi, non a caso. Questa è la prima fonte di ispirazione, per dir così. Poi c’è la letteratura o la cinematografia; c’è la letteratura a fumetti e c’è la nostra personale formazione culturale in genere. Il protagonista di Se Voli, per fare un esempio, è Syd Barrett. Il tema è come la sua creatività abbia incrociato e influenzato il mio stesso percorso di individuo.

A chiudere il disco c’è Ballata nuziale, una malinconica danza folk che tratta il drammatico e attuale tema della violenza sulle donne. Cosa vi sentite di dire a tal proposito?
La poesia di Poe che incautamente e imprudentemente abbiamo riadattato parla dei fantasmi del marito morto che tornano a turbare una donna al momento delle seconde nozze. Il senso di colpa che ella prova, come se stesse tradendo il defunto, ci è parsa metaforicamente esemplare della condizione di tante donne che quasi giustificano la violenza della quale sono vittime con loro presunte mancanze. Ma tutto questo ci è stato chiaro in corso d’opera, inizialmente era il solo lato estetico della composizione a interessarci.

Tre aggettivi per descrivere i Sestomarelli di oggi.
Carichi. Disincantati. Liberi.

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Info Sestomarelli: https://www.facebook.com/sestomarelli/

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