INTERVISTA | Il Sig. Solo e l’elettro pop di “Io Sono 2”

Il Sig. Solo ci regala cinque nuove tracce raccolte in Io Sono 2; cinque scintille elettro pop nelle quali perdersi, soli, in una casa degli specchi, dove ogni riflesso moltiplica le possibilità di ritrovarsi e riconoscersi.

Abbiamo parlato direttamente con Sig. Solo, di ciò che ha imparato dai Baustelle, Andy e gli altri artisti di un certo calibro con cui ha lavorato e del suo disco Io Sono 2. Ed ecco com’è andata!

Ciao e grazie per essere qua. Hai mai “rubato” qualcosa dai nomi con cui hai condiviso il palco? Tra Baustelle, Dente o L’Officina Della Camomilla, hai mai assorbito un modo di fare, un trick o altro, che prima non avevi mai considerato per il tuo progetto musicale?

Onestamente no, almeno volontariamente, voglio sentirmi completamente a mio agio con ciò che scrivo e canto, e nel mio corpo quando mi muovo; devo dire però che quando scoprii l’Officina della Camomilla, ricordo rimasi estremamente colpito dalla scrittura di Francesco, mi catturò davvero e ancora oggi  non smette di affascinarmi. Se qualcosa inconsapevolmente posso aver rubato, spero di averlo rubato a lui. E questo probabilmente perché De Leo l’ho conosciuto molto dopo, mentre posso dire di aver camminato lungo la medesima strada di Dente e Baustelle, nel periodo iniziale; due artisti di grande talento, che credo mi avrebbero altrettanto colpito se li avessi conosciuti dopo. 

Il cantautorato indie ha lo stesso ruolo sociale che aveva qualche tempo fa? Ci vengono in mente nomi come Le Luci Della Centrale Elettrica. Chi potrebbe avere lo stesso ruolo, oggi?

Fu proprio Dente ad inizio carriera ad “aiutare” Vasco Brondi facendogli suonare le sue rivoluzionarie “canzoni da spiaggia deturpata” prima dei suoi concerti, parliamo del 2007 più o meno. Il tempo trascorso da allora ha talmente modificato i connotati dell’ambiente musicale, da farmi rimanere decisamente disorientato in merito e anche privo di un parere convinto e consapevole rispetto alle sue nuove dinamiche. Non appartengo alla generazione social, sono solo un semplice, poco abile utilizzatore; questo può bastare per dimostrare quanto poco autorevole possa essere la mia opinione in merito. Credo fermamente però, che anche questa fase, con le sue logiche differenti, farà germogliare talenti in grado di far riflettere, innamorare, ballare, piangere o sorridere, anche se magari io non ne conoscerò mai i nomi.

E quali sono le tue influenze musicali in tal senso? E quali invece fuori dal cantautorato italiano? 

Ho ascoltato tanta tanta musica non italiana a dir la verità. Cosa poi mi abbia influenzato francamente non lo saprei. Gli anni 60 i 70 e gli 80, molto meno i 90, quando invece a parte una devozione totale per Nick Cave & The Bad Seeds, ho iniziato ad ascoltare molta più roba italiana, bel periodo quello, grazie al quale poi, sempre parlando in italiano, ho iniziato ad andare a ritroso negli anni, scoprendo i grandi cantautori e tutte le loro meraviglie.

Ascolta il disco Io Sono 2 di Sig. Solo

Questi brani che compongono Io sono 2, il tuo ultimo disco, erano stati pensati già originariamente come un unico disco? Qual è il concept che unisce tutti i brani?

Abbiamo cominciato a lavorare da subito, non senza fatica,  con un approccio differente dal solito, trovando stimolante addentrarci in territori sonori più electro e un po’ meno standard per noi, togliendo ad esempio le chitarre e lavorando più su drum machine e sintetizzatori; questo metodo ha naturalmente modificato la mia scrittura e la melodia durante la costruzione delle canzoni, dandoci conferma che stilisticamente la strada nuova stava diventando molto interessante, coerente e a fuoco. Soltanto a lavoro finito è emerso ben evidente anche il fil rouge concettuale di “IO SONO 2”, un giro dentro la casa degli specchi, un dialogo continuo con ognuna delle immagini riflesse.

Qual è il miglior consiglio che può averti dato Andy dei Bluvertigo?

Andy ha trovato da subito molto indentitario quanto gli avevo proposto e questa è stata per me una bella conferma di quanto realizzato, quindi insieme al producer Andrea Ravasio, hanno davvero trovato la chiave giusta di svolta, il guizzo che mancava su un paio di aspetti, ovvero dinamica e spinta, restituendoci i brani come meglio non avrebbero potuto, rispettando totalmente il nostro lavoro senza minimamente toccare e snaturare quanto avevamo già fatto. Eccezionale, ne siamo entusiasti.

E oltre a Andy, chi ha lavorato con te a questo disco?

Come detto se Andy ha i suoi compagni fidati, in questo caso Andrea Ravasio, Sig. Solo ha i suoi, Andrea Maffini e Gianluca Gambini, e questo disco appartiene a tutti e tre in parti uguali. 

Ci siamo buttati in questo lavoro a testa bassa, picchiandola tanto contro a un muro…..che poi siamo riusciti con grande soddisfazione a rompere e oltrepassare. 

E adesso che cosa accadrà?

Stiamo provando a ragionare su un possibile live, che naturalmente prevede situazioni diverse dagli standard soliti ai quali ero abituato, quindi… work in progress!

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