INTERVISTA | “La testa” del Signor D: il ritorno dell’hip hop vecchio stile

Con un nuovo lavoro in preparazione, il Signor D è un rapper campano che ha appena pubblicato La testa, nuovo singolo ricco di suggestioni R&B e provenienti dalla vecchia scuola del rap. Lo abbiamo intervistato

Ciao Signor D e benvenuto. Hai già una certa esperienza alle spalle: com’è cambiato il mondo del rap da quando ci sei entrato?
Se parliamo del rap quello che ascolto io non lo sento molto cambiato, ma migliorato si, i veri MC adesso ricercano gli incastri e le metafore giuste e più profonde con un flow che spesso cambia durante l’andare della canzone, per le basi invece è sempre lo stesso processo, sample, cassa, rullante e basso che spaccano gli impianti.

Se poi invece parliamo del rap quello che intende la massa allora sì, a mio parere, quello è molto cambiato e sono cambiati sia i produttori che i rapper che si lanciano in altri generi che magari sono più per tutti.

Parliamo del tuo nuovo singolo: come nasce La Testa?
La testa nasce tendenzialmente come protesta verso il format dell’artista che si è voluto creare. Infatti ormai penso che suoni tutto uguale, non ritrovo nel mainstream una canzone che mi faccia riflettere o che mi emozioni. Questa cosa è nata a causa di quello che ormai ruota intorno la musica, come social, programmi tv e tutto ciò che lucra intorno a noi poveri ragazzi.  Volevo dunque descrive come cambia un ragazzo/artista, che ha un’identità musicale, a causa dei fattori di cui sopra solo per la voglia irrefrenabile di arrivare.

Il tuo prossimo lavoro è una promessa di rap “old style” fin dal titolo. Ce ne vuoi parlare?
L’idea c’era già da un po’ perché il mio unico album old school è stato quello con il quale ho iniziato, che non ho mai pubblicato perché fatto in casa, poi negli altri ho sempre cercato di dare la mia impronta che va molto alla ricerca della melodia, perché amo la musica in generale, però dopo Crisalide (tra le tue mani), ho ricevuto molti feedback positivi dal pubblico che volevo, cioè quello appunto ascolta il rap delle radici e conscious quindi ho pensato fosse il momento giusto. Per farlo avevo inoltre la volontà di collaborare con rapper che stimo e che sono di questa categoria e con molta soddisfazione hanno tutti dato la loro disponibilità, questi sono Kento, Moder, Vaniss e Nocivo.

Ti piace la trap? E comunque che ne pensi degli ultimi sviluppi dell’hip hop?
La trap sì mi piace, i bassi profondi ed il ritmo che permette di muoverti è una giusta evoluzione a mio parere dell’hip hop, peccato che in Italia però non ci sia questo genere, viene molto confuso con il pop che gira nel nostro paese, e questo mi dispiace. Inoltre quello che spacciano per trap in italia non ha tematiche, non c’è testo, sono parole sputate su un beat che non lasciano niente a chi ascolta, o almeno a me, questo spiega anche perché i cosiddetti trapper hanno bisogno di rilasciare canzoni ogni mese ed album ogni anno, altrimenti cadrebbero subito nel dimenticatoio.

L’hip-hop invece quello vero finalmente sta tornando a farsi sentire e ad urlare la propria presenza guadagnandosi il rispetto grazie ad artisti come quelli che ho incluso nel mio album e come Murubutu, Claver Gold, DJ Fastcut.

Quali saranno le mosse future del Signor D?
Semplicemente continuare, ho tipo altre 30 canzoni allo stato embrionale che pian piano terminerò e pubblicherò. Inoltre ho in mente un qualcosa che non dico perché penso sia molto difficile da realizzare ma che sto già piantando le basi, come con questo nuovo album, ed è il mio obiettivo più grande che vorrei raggiungere, se ci riesco magari ci risentiamo e vi dirò di avercela fatta.

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