INTERVISTA | Simone Pescari dedica al padre IVANO il brano “Vivrai con me”

SIMONE PESCARI di Città di Castello, classe 1985. Il primo approccio con l’universo infinito della musica risale all’età di 4 anni, catturato dagli studi di sua sorella Samantha al pianoforte. Una spiccata predisposizione per il ritmo fa sì che suo padre, IVANO PESCARI, fondatore dell’omonima orchestra, lo fa esordire nel corso delle varie performances per fargli prendere confidenza con il palco e, in particolare, con il pubblico.

Nel Marzo 2020, la prematura scomparsa del “Maestro” lascerà un vuoto incolmabile e l’immenso dolore fornirà a Simone Pescari una significativa ed emotiva ispirazione musicale: il brano Vivrai con me dedicato al suo caro papà. Il brano è edito dalle Edizioni Musicali Ars Spoletium di Gianluca Bibiani. Abbiamo rivolto a Simone alcune domande

Ciao e un benvenuto a Simone Pescari su Blog della Musica. Il tuo ultimo singolo Vivrai con me è dedicato a tuo papà Ivano Pescari, noto musicista che tanta gente ha fatto ballare con la sua fisarmonica. Ti va di raccontarci come è nato?
Si… è stata la mia valvola di sfogo perché in quei giorni, a dir poco drammatici, ero solo in isolamento nella camera da letto con 39,0 di febbre positivo al COVID con l’ansia a 1000. Lui era in ospedale ed io ero sempre attento alle telefonate che sentivo rispondere dal piano di sotto dove c’erano mia madre e mia sorella… ho capito tutto dalle loro urla disperate! Il resto è scritto nel testo della canzone. Ho difficoltà nel piangere fisicamente e mio suocero in una telefonata mi disse: “scrivi tutto ciò che ti viene e ti passa per la mente…” mi sono fatto portare la chitarra da mia moglie e in 3 giorni avevo già tutto pronto… sono state veramente parole e note dettate dall’emozione.

In questo periodo non è possibile fare concerti dal vivo o comunque presentare i propri progetti musicali, eppure hai scelto di rilasciare lo stesso la tua nuova canzone, cosa ti ha spinto a farlo?
Una nota positiva di internet è che oggi ogni opera d’arte, fotografia, poesia, canzone, ecc… può avere il suo accesso e questo brano è uscito in un momento che rimarrà nella storia per sempre… e nella nostra piccola realtà volevo rendere omaggio a una persona che non ho potuto vedere, baciare, toccare, salutare… quindi diventerà un documento un giorno… forse.

Simone Pescari è figlio d’arte, per un periodo ha anche suonato con suo padre: com’è stare a stretto contatto su un palco con il proprio genitore?
È stato “felicemente” difficile! A 15 anni ho partecipato al “2° concorso nazionale Secondo Casadei per giovani clarinettisti e saxofonisti” e mi sono classificato 3° nella sezione clarinetti e vincitore del premio Tugnaz (storico clarinettista)… e ho visto nei suoi occhi lacrime di felicità. Non vorrei passare da presuntuoso ma credo di aver reso un padre orgoglioso di suo figlio. Poco dopo il concorso ho militato in una orchestra locale e spesso venivo contattato da note orchestre di tutta Italia e questo non gli andava giù: io rifiutavo ogni proposta proprio per aspettare la sua…. è arrivata e nel 2014, abbiamo debuttato con una formazione completamente LIVE. E’ stato bellissimo vivere insieme le discussioni accese sulla scelta di uno stupido accordo, sulla disposizione nel palco, l’orario di partenza, i sound check con i Larsen che spuntano con l’aumento dell’umidità e lui che mi lanciava sguardi minacciosi perché la fonia era in mano mia. Ma molto più belli erano i momenti del pranzo della domenica: si rideva e si analizzava per migliorare. Ora tutto sarà più difficile.

Come pensi sarà cantare questa canzone davanti al pubblico che ha conosciuto tuo padre?
Ho avuto l’opportunità di provarlo in una serata a settembre, dedicata alla mia città e ai cittadini. Non saprei descrivere la sensazione… mi sentivo l’obbligo di non sbagliare e di non cadere in mano alle emozioni ma a un certo punto sono crollato. Il futuro Sarà difficile per me…

In questo brano hai curato tutto: dal testo agli arrangiamenti, di fatto discostandoti in parte dallo stile liscio a cui hai abituato il tuo pubblico, una versione quasi più pop-rock con una chitarra che sottolinea il pathos della melodia. Come mai questa scelta?
Non si sceglie lo stile di una canzone, ogni musicista compone dietro le linee della propria cultura musicale ed oltre al liscio di mio padre i miei primi passi li ho fatti in un gruppo hard rock come tastierista nelle note dei Nirvana, Deep Purple, Black Sabbath, Iron Maiden, e una valvola di sfogo non poteva essere un valzer o meglio ancora una mazurka…

Hai attraversato un brutto momento a causa del Covid-19 cosa vorresti dire a chi dice che il virus non esiste?
A questa domanda non credo di avere una risposta razionale. Sono arrabbiato e poco convinto nelle terapie adottate per i malati più critici. Chi dice che il virus non esiste sta sbagliando ma sbaglia pure chi vive nel terrore.

Il mondo dello spettacolo è uno dei più colpiti da questa emergenza pandemica planetaria, come pensi ne usciremo?
Non sarà facile. I gestori di sale da ballo hanno sofferto molto come i musicisti che si sono ripiegati in un lavoro alternativo pur di sopravvivere e portare a casa uno stipendio. E credo che molti non avranno né lo spirito né la possibilità economica di ripartire. Allo stesso modo credo che la musica in futuro sarà inquadrata di più come un lavoro, le polemiche sollevate da chi è stato personalmente penalizzato hanno segnato dei numeri importanti. Spero che i messaggi disperati siano arrivati a chi di dovere perché i vertici devono capire le dinamiche di questo mondo ingiusto della musica che agevola gli amatori strimpellatori e che castiga i professionisti talentuosi!

Grazie Simone Pescari per il tuo tempo trascorso con Blog della Musica.
Grazie a voi

Guarda il video di Simone Pescari: Vivrai con me

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