RITRATTI MUSICALI | Tarquinia Molza detta l’Unica, ispiratrice del Concerto delle Dame

Tarquinia Molza è una musicista italiana del 1500. Suonava la viola, il clavicembalo e il liuto e compose musica per voce, liuto e arpa. Nata a Modena, lavorò a Ferrara alla corte del duca Alfonso II d’Este. Ecco la sua storia e biografia…

Vita e carriera di Tarquinia Molza (1542-1617), una musicista e poetessa italiana del tardo Rinascimento che lavorò alla corte estense di Ferrara nel 1580 con diverse altre donne conosciute come il Concerto delle Dame. I virtuosismi vocali di questo gruppo di donne indusse famosi compositori uomini a scrivere madrigali in modo nuovo rispetto al passato.

Tarquinia Molza: Biografia e Storia

Tarquinia Molza

Tarquinia Molza

Tarquinia Molza nacque nel 1542, ed era la maggiore di nove figli di Camillo Molza e Isabella Colombi, nobile famiglia di Modena di origini romane. Suo padre le permise di studiare insieme ai suoi fratelli, Ludovico e Niccolò, con i migliori insegnanti del tempo. Tarquinia si dimostrò una specie di ragazza prodigio. Imparò il greco, il latino, l’ebraico, studiò astronomia e filosofia e sin da piccola si dilettava a scrivere poesie di alto livello, e a studiare musica da autodidatta. Tutti questi sforzi sono stati molto apprezzati dai più eruditi studiosi e musicisti del suo tempo.

Nel 1560 andò in sposa al nobile Paolo Porrino, che morì in giovane età nel 1579. Per lui Tarquinia compose il madrigale Qual vite al campo sola e il sonetto Dopo l’aspra partita in gran dolore.

Nel 1582, dopo la morte del marito, Tarquinia fu reclutata dal duca Alfonso II d’Este di Ferrara come dama di compagnia delle sorelle Eleonora e Lucrezia e della moglie Margherita Gonzaga.

In questa veste Tarquinia ottenne una grande fama come cantante virtuosa, insieme ad altre due donne che cantavano con lei durante le vita di corte.

Queste “Tre Signore di Ferrara” come venivano chiamate, avevano voci così belle da ispirare importanti compositori come Giaches Wert, Luca Marenzio, Giulio Caccini e molti altri, a comporre madrigali che presentavano tre parti principali di soprano contro due parti secondarie, dando vita ad un nuovo stile compositivo.

Da queste “signore” sarebbe nato il Concerto delle Dame di Ferrara di cui Tarquinia Molza ne fu l’ispiratrice.

Duomo Modena

Duomo Modena, dove si trova la lapide di Tarquinia Molza

Tarquinia fu bandita dalla corte nel 1589 a causa di una storia d’amore con il musicista Giaches de Wert, che veniva considerato una persona inadeguata per una donna del suo nobile rango. Quindi la Molza si ritirò nella sua città natale, dove era circondata da letterati e musicisti che si dilettavano della sua immensa conoscenza letteraria e musicale.

Tarquinia Molza morì nel 1617, all’età di 75 anni, lasciando un testamento scritto in latino, greco e italiano e fu sepolta nel duomo di Modena, dove tuttora è collocata la sua lapide con l’iscrizione «Una scientiarum ac Tarquiniae Molsiae vita idem occasus commune sepulcrum obiit die VIII Augusti MDCXVII aetatis suae ann. LXXIV».

Le musica di Tarquinia Molza

Opuscoli inediti domenico vandelli

Opuscoli inediti di Domenico Vandelli, pagina interna

Tarquinia Molza era molto brava nel suonare la viola, il clavicembalo e il liuto e talentuosa nell’improvvisare versi mentre si accompagnava con uno strumento. Ci sono prove che suggeriscono che, a differenza della maggior parte delle donne del suo tempo, Molza studiò anche la teoria del contrappunto. Uno dei suoi biografi, Domenico Vandelli, scrisse nel 1750:

Da fanciulla cominciò Tarquinia ad imparare la Musica per trattenimento, e per divertirsi dai suoi studi più seri e geniali, in guisa che in brevissimo tempo sorpassò di molto tutte le donne che avevano cantato con grande applauso, e rapiti gli orecchi di ammirazione…

Tarquinia compose musiche per voce, liuto, arpa ma al momento non si conoscono manoscritti giunti fino a noi, forse perchè la pratica in voga al tempo era ancora figlia di una importante tradizione orale.

Curiosità su Tarquinia Molza

Nel 1601, Tarquinia Molza fu nominata cittadina onoraria di Roma. Questa fu l’unica volta in cui una donna beneficiò di questa onorificenza.

Fonti

  • Treccani
  • Opuscoli inediti di Tarquinia Molza modenese con alcune poesie dell’istessa, di Domenico Vandelli
  • Tarquinia Molza (1542-1617): A Case Study Of Women, Music And Society In The Renaissance, Joanne M. Riley
  • Wikipedia
  • Maria Bandini Buti, Enciclopedia biografica e bibliografica italiana: poetesse e scrittrici (Roma, 1942), vol. 2, p. 33

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