INTERVISTA | The Tavrvs Magvs: un mix tra ambizione e unicità

The Tavrvs Magvs il 15 maggio ha pubblicato il suo primo album, disponibile su tutte le piattaforme digitali e Spotify. Nello stesso giorno è uscito anche il video ufficiale di Full Moon Instasis, uno dei tredici singoli che compongono il disco. Blog della Musica ha avuto il piacere di fargli qualche domanda per l’occasione. Buona lettura!

THE TAVRVS MAGVS: ciao e benvenuto su Blog della Musica. I poche righe ti puoi presentare ai nostri lettori?
The Tavrvs Magvs
nasce dalla visione di unire attraverso l’esperienza di molteplici contesti di vita, gli elementi della moderna musica elettronica con le tonalità sacre del mondo antico.
Fin da bambino sono stato studioso di astronomia e astrologia, ho sempre ricercato la comprensione oltre il velo delle apparenze, trovando nella Musica la chiave per esprimere tali concetti.

Come definisci il tuo genere musicale?
Ermetico

Cos’è per te la musica? Quali sono gli artisti che ti influenzano maggiormente? THE TAVRVS MAGVS ascolta molto la musica di…?
La Musica è una parte fondamentale della mia vita… basterebbe dire che è donata da Venere, la Dama, la Natura, la nostra Madre comune. Creo musica perché amo la Natura e ogni giorno lavoro per accordarmi sempre di più al diapason dei suoi ritmi precisi e divini. Ho spesso ascoltato, rimanendone sempre molto affascinato, le sonorità e le melodie dei canti gregoriani, soprattutto nel percepire la complessità della loro struttura ritmica. Nel corso della mia vita tuttavia, ho sempre rivolto l’attenzione a qualsiasi genere musicale, ma non sono mai stato legato alle mode del momento e in questo modo ho potuto creare un mio spazio musicale, sempre più selettivo, che sostanzialmente mi ha permesso di scoprire me stesso e creare FONDAMENTO 65.

FONDAMENTO 65 è il tuo primo album uscito su tutti gli store digitali il 15 Maggio. Ce ne parli? Cosa vuoi trasmettere agli ascoltatori? Come sta andando?
FONDAMENTO 65, vuole essere una rapsodia di speranza per l’uomo nuovo, rinato dal fuoco come una fenice dalle sue ceneri. Lo scopo dell’album, infatti, è quello di poter rievocare e ricordare le vere sorgenti, ancora pure e limpide, dell’antica mitologia ancestrale Italica, la mitica Saturnia Tellus. La mitologia è, infatti, ancora fonte di verità mai tramontata, che una volta ripresa e ristrutturata nelle nostre corde, ci permette di sviare alle banalità sempre più incessanti del mondo moderno.
Sono per questo consapevole che FONDAMENTO 65 è un progetto ambizioso e sicuramente fuori dal coro, ma è sempre stata mia intenzione tracciare nuove strade e l’unico modo per riuscirvi è quello di percorrere vie che non sono mai state percorse da altri.

Se potessi ascoltare un unico brano di FONDAMENTO 65, quale dovrei ascoltare? Perché?
E’ stato realizzato un video musicale per la traccia più breve dell’album, Full Moon Instasis. Tuttavia nel componimento dell’album nulla è stato lasciato al caso, neppure la durata di ogni singolo brano, e ciò che è stato nascosto in una traccia è manifestato in un’tra. L’album, segue un preciso ordine musicale che collega il pezzo precedente a quello successivo con un preciso scopo. Ecco perché non è possibile svelare il reale significato del titolo dell’album o menzionare forzatamente quale dei 13 brani ascoltare. 65 e 13 non sono certamente numeri a caso e dalla loro somma si ricava il numero 78… se si osserva quindi la copertina di FONDAMENTO 65 si può dunque arrivare a comprendere a cosa tutto l’album sia riferito…

Per la realizzazione di questo progetto che strumenti hai utilizzato? Presentaci le tue sonorità molto interessanti e soprattutto il concept generale presente nelle tue produzioni.
Ho usato molti strumenti analogici, specialmente per quello che riguarda le sonorità dei bassi e dei sub bass, anche perché avevo bisogno di ricreare sonorità molto profonde da unire alle tonalità androgine ottenute attraverso l’unione di vocali maschili e femminili atte a mostrare le due polarità opposte della creazione.

Se potessi collaborare con un musicista, del presente o del passato, chi sceglieresti?
Collaborerei con artisti del passato che non solo amavano la Musica, ma che la utilizzavano per scoprire come l’universo è strutturato, poiché la Musica è una delle chiavi per comprendere come esso è composto. Posso citare Pitagora ad esempio, fino ad arrivare a Michael Maier, autore che ci ha lasciato oltre 400 anni fa, una delle opere più affascinanti, superbe e ancora incomprese come Atalanta Fugiens. Tuttavia l’artista per eccellenza, che ho sempre ammirato per le sue gesta, non può che essere Orfeo. L’uomo che ha portato l’arte al confine del grande mistero che risiede tra la vita e la morte.

Quali progetti hai in serbo per i prossimi mesi?
La mia intenzione nell’immediato futuro è di creare musica che racconti in modo preciso e reale le stelle e le costellazioni che vediamo ogni notte quando alziamo lo sguardo al cielo. Il prossimo progetto sarà sicuramente un’altra sfida molto ardua e difficile da realizzare, ma d’altronde, come da millenni si dice… PER ASPERA AD ASTRA!

Grazie The Tavrvs Magvs per essere stato ospite del Blog della Musica.

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