“Bella ciao” secondo Tom Waits

Tom Waits Bella Ciao: il grande cantautore americano reinterpreta il brano insieme a Marc Ribot nel disco Songs of Resistance 1948 – 2018, una raccolta di canzoni di protesta uscito per ANTI-Records

Qualche mese fa il famoso deejay Steve Aoki e il duo italiano Marnik (Alessandro Martello e Emanuele Longo), hanno rivisitato, ma in stile ‘disco’, il canto resistenziale più conosciuto, da sempre simbolo della lotta al fascismo e ogni forma di dittatura: Bella ciao. A distanza di pochi mesi da quella dimenticabile e sciagurata operazione commerciale, si ripropone una versione di Bella Ciao di Tom Waits e l’inno resistenziale diventa nuovamente oggetto di una rilettura, a testimonianza, ove ce ne fosse bisogno, della vitalità e dell’attualità di un brano, che ha una portata ideale di cui, con ogni evidenza, sentiamo ancora il bisogno.

Spesso infatti, i testi delle canzoni vanno ben oltre il contesto per il quale sono stati scritti e diventano facilmente simbolo di ideali trasversali e condivisi da più generazioni.

Da dove nasce l’accoppiata Tom Waits Bella Ciao

Tom Waits disegno

Un disegno del cantautore Tom Waits

Gli interpreti di questa nuova cover sono, però, di ben altro spessore e caratura musicale poiché parliamo di Marco Ribot, probabilmente uno dei più grandi chitarristi in circolazione, e Tom Waits, uno dei massimi artisti rock e non solo del ‘900. In particolare, Tom Waits figura tra gli ospiti del nuovo album di Marc Ribot Songs of Resistance 1948 – 2018, una raccolta di canzoni di protesta uscito per ANTI-Records lo scorso 14 settembre.

Ad ispirare la necessità della raccolta e della versione di Bella Ciao di Tom Waits il nuovo clima politico instauratosi negli Stati Uniti dopo l’elezione di Trump. Come ha avuto modo di dichiarare Ribot: “Bisogna agire contro qualcosa senza trasformarsi, senza finire per assomigliare a quello che detesti. A volte è difficile capire cosa fare, e immagino che si facciano molti errori, così da imparare qualche lezione. Ma sapevo questa cosa dal giorno dell’elezione di Trump: non starò zitto di fronte a un dittatore sfigato e arancione. Non esiste”.

Bella Ciao di Tom Waits

Come scrive Ribot, è stato lo stesso Tom Waits a scegliere di cantare Bella Ciao: “Tom ha contribuito in maniera decisa, l’ha scelta personalmente, suona come un vecchio “partigiano”.

Dando una nuova magistrale prova della sua strabordante personalità, il cantautore statunitense regala pathos con la sua inconfondibile e profonda voce arricchendo il canto partigiano di echi che vanno dal folk klezmer, al blues, al jazz, al folk americano per arrivare ad atmosfere brechtiane.

Con il suo carisma interpretativo riesce a suonare al tempo stesso moderno e arcaico, incisivo e poetico. Sapientemente accompagnato dalla chitarra di Ribot, il musicista di Pomona rallenta saggiamente il ritmo favorendo un più distesa apertura del testo, che viene cantato in una traduzione letterale in inglese, “perché volevo la capissero tutti” ha spiegato Ribot.

Nelle mani di Tom Waits Bella Ciao diventa quasi un pezzo di Rain dogs, il suo disco più bello, o del più recente Alice.

La sua è, senza dubbio, una versione personale e intensa rispettosa dello spirito del brano cui restituisce una profondità interpretativa e poetica senza pari, segnando anche il momento più alto dell’intero album.

È possibile ascoltare questa splendida riproposizione in streaming assieme ad un clip diretto da Jem Cohen, un cut-up di immagini girate a una recente dimostrazione anti-Trump svoltasi a Washington.

Ascolta e guarda il video di Tom Waits Bella Ciao

a cura di Gabriele Manco
di www.notetralerighe.it

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