5 dischi in vinile che non possono mancare nella vostra raccolta

I dischi in vinile sembrano parte di un ricordo sbiadito dal tempo, invece ora sono tornati a far parlare di sé, forse grazie anche alla vendita vinili online, molto più di prima. Il Blog della Musica vi consiglia 5 dischi che non possono assolutamente mancare nella vostra raccolta musicale…

Quando si parla di vinile sembra di parlare di una cosa vecchia, di un tempo lontano. A me il vinile ricorda il nonno e il suo mobile con giradischi che era una meraviglia, dove gli unici dischi che da lui potevo far girare erano opere liriche oppure dei 45 giri di Gigliola Cinquetti. Invece guardandomi in giro mi accorgo che il vinile è attuale più che mai, tant’è che dal 2007 i dischi in vinile sono ritornati nel mercato e da inizio 2016 il vinile è tornato in classifica grazie alla vendita vinili online che ne hanno permesso il rilancio.

Dischi vinile negozio

Dischi vinile negozio

Da giovane i miei dischi li compravo nel negozio di musica sotto il Conservatorio, passavo le ore libere tra una lezione ed un’altra a sfogliare tutti gli Album che avevano in negozio; ora la vendita di vinili online ha soppiantato un po’ questa romantica visione del disco rendendolo però più moderno e attuale ma senza snaturarne la sua origine, abituati come siamo ormai in un mondo digitale, dove la musica non si tocca più con le mani.

E’ vero, la musica in streaming e gli mp3 sono comodi, ma il 33 giri è tutt’altra storia.

In quest’ottica il nostro Blog della Musica vuole dedicare un po’ di spazio ai 33 giri e consigliarvi 5 dischi in vinile che non devono mancare nella vostra raccolta musicale e che potete trovare su internet cercando vendita vinili online.

5 dischi sono pochi! Si vedano tutte le riviste italiane (e non) che hanno pubblicato la loro lista di dischi fondamentali. Sono liste formate da centinaia e centinaia di titoli. 5 dischi sono pochi! Questi sono le mie scelte. 5 dischi fondamentali, che non possono mancare nelle discografie degne di questo nome. Non i miei 5 dischi preferiti, bensì quelli che considero imprescindibili nella storia della musica. Va da sé che ho tenuto conto anche delle loro copertine, iconiche, riprodotte e copiate nel corso degli anni.

Velvet Underground and Nico. LP 1967

Allora c’era un artista di origini slovacche esponente della pop-art, un gruppo musicale in cui la guida se la contendevano un chitarrista dalla ambigua sessualità e un suonatore di viola immigrato dal Galles a cui venne affiancato un angelo biondo che aveva fatto una comparsata in un film di Fellini. Allora c’era un locale a New York dove l’artista trascorreva le serate, proiettava i suoi film e la band li sonorizzava. Quadri, foto, film, musica, parole, droghe, sesso e rockandroll. Ma non quello di Elvis. No, non era una musica solare, anche chi la suonava portava gli occhiali scuri. E che da allora indosseranno tutti. E tutti ascolteranno quella musica, viscida e scura, cosi perversa, così pervasiva, così unica.

Leonard Cohen. Songs of Leonard Cohen. LP 1967

Primo album del poeta canadese. Out of time. Nel periodo colorato degli hippies e degli acidi e della spensieratezza tipicamente californiana e del boom economico italiano con il suo finto beat esce questa raccolta di scarne canzoni, tristi e malinconiche. Fuori dal tempo, per questo eterne. Se poi si ha la pazienza di tradurre i testi si scoprirà un mondo. Ai più sconosciuto.

The Beatles. Abbey Road. LP 1969

Non può mancare un vinile dei Beatles. Difficile la scelta. Si opta per il disco con la copertina più imitata. Per quello che contiene Come Together e Here comes the sun. E per quello che è l’ultimo album registrato in studio dai Fab4, che da ora in poi non saranno più 4, pur rimanendo fab.

Sugar Hill Gang. Rapper’s DeLight 12” 1979

È un singolo. Dura poco più di 4 minuti nella versione 7” ed oltre 14 nella extended version incisa sul 12”. «I said a hip hop, a hippie, a hippie to the hip hip hop». E niente è più come prima. Il rap raggiunge ogni luogo del pianeta, le radio risuonano quelle parole adagiate sulla sezione musicale di Good times degli Chic di Nile Rodgers. L’evergreen per eccellenza.

The Clash. London calling. LP  1979

Il quinto, l’ultimo, il più difficile da scegliere. Perché dopo non ne hai più. Menzionare questo significa escludere tutti gli altri. Allora si va su quello che da sempre considero il più bel disco di sempre. Quel doppio dalla copertina sfuocata, che deve la sua grafica ad un disco di Elvis Presley (sempre lì si ritorna!!). Quella raccolta che grida al mondo che un movimento è diventato adulto ed ora è in grado di assorbire e far proprie tutte le musiche del mondo.

Di solito vengono date due righe per ricordare i titoli che non sono rientrati nella top5. Ecco, di righe ne servirebbero di più! Comunque non le faccio mancare e mi limito a citare altri 5 titoli che rendono più esaustivo l’elenco dei vinili (ovvio che mi sono imposto di non citare raccolte ed antologie, non valgono!!) da avere assolutamente. E da ascoltare avidamente:

JOHNNY CASH American III. Solitary man  2002
ENNIO MORRICONE. C’era una volta il West 1964
SUICIDE. Suicide 1977
KRAFTWERK. Trans Europe Express 1977
AC/DC. Back in black 1980

Alla prossima e intanto date un’occhiata alla vendita vinili online e cercate qualche rarità…

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