W. G. Sebald: Moments musicaux | Recensione libro

copertina del libro di W. G. Sebald, Moments musicaux

Wanda Folliero su Blog della Musica pubblica una recensione del libro di W. G. Sebald dal titolo Moments musicaux, pubblicato da Adelphi nel 2013: un piccolo libro con quattro prose e due poesie sul tema della musica.

Moments musicaux di W. G. Sebald – scrittore tedesco nato nel 1944 a Wertach, e prematuramente scomparso in Inghilterra a Norfolk nel 2001- è un libriccino di poche pagine che contiene quattro brevi prose e due poesie il cui tema ricorrente è la musica.

La raccolta è stata pubblicata da Adelphi nel 2013 all’interno della collana “Biblioteca minima, con l’elegante e delicata traduzione di Ada Vigliani.

Già nella prima prosa che dà il titolo alla raccolta, Sebald indica al lettore quale sia il compito della musica nell’esistenza dell’uomo:

“il più profondo segreto della musica risiede in un gesto di difesa dalla paranoia, e noi facciamo musica per costruire un argine, così da non essere sommersi dagli orrori della realtà”.

La musica è concepita all’interno del libro, non tanto come arte, svago o diletto astrattamente inteso, quanto come un sentiero che collega fatti, persone ed eventi apparentemente lontanissimi tra loro nel tempo e nello spazio, e mostra il suo valore salvifico poiché dischiude verità accantonate e ricordi perduti che riemergono nelle forme di struggenti epifanie.

I Moments musicaux di Sebald e di Schubert a confronto

Il titolo del libro, il numero dei testi e la loro brevità rimanda con una certa immediatezza ai Moments musicaux D. 780 (Op. 94) di Franz Schubert, una raccolta di sei brevi brani per pianoforte solo composti tra il 1823 e il 1828, nella fase più avanzata della parabola creativa del compositore austriaco.

Sia i momenti musicali sebaldiani sia quelli di Schubert vanno considerati, al di là dell’apparente discontinuità, un’opera unitaria che va ben oltre un insieme di brevi pagine riunite sotto un unico titolo per ragioni editoriali.

Nel caso di Sebald, si tratta di un vero e proprio viaggio nella memoria costituito da episodi autobiografici a prima vista banali, grazie ai quali l’autore porta il lettore sulle tracce dei suoi ricordi musicali maturati nella Germania post bellica.

Egli restituisce ciò che è per lui il senso più intimo della musica fondendo le impressioni infantili di suoni e vagabondaggi con riferimenti alle arti figurative, al cinema e alla letteratura, attraverso una prosa dai forti accenti lirici, ipnotica – come la definisce il critico letterario Massimo Onofri – e versi piani e levigati.

Così come i rimandi del ricordo dei momenti musicali di Sebald saldano tra loro in un reticolo di connessioni i brani della raccolta, la coerenza strutturale dei Moments musicaux di Schubert viene creata grazie alle relazioni tra le tonalità dei pezzi. I primi quattro sono infatti relati da rapporti di terza discendente, mentre gli ultimi due sono legati tra loro da due tonalità complementari: Fa minore e La bemolle maggiore.

copertina del libro di W. G. Sebald, Moments musicaux
Il libro di W. G. Sebald, Moments musicaux

Sebald e l’influenza di Schubert nel viaggio della memoria

Inoltre l’influenza di Schubert nei Moments musicaux di Sebald diventa esplicita nella quarta, splendida e ultima prosa dal titolo Andante sostenuto, passo tratto Aufzeichnungen aus Korsika, appunti per uno studio della natura e delle genti corse, rimasti solo progetto e trasfusi poi in altre opere.

L’autore si sofferma sull’arrivo di un misero circo nella cittadina di Piana, in Corsica, con artisti che si trasformano in suonatori alla fine dello spettacolo e danno vita ad accordi e suoni con sfumature particolari, come sospesi, una serenata che l’autore definisce “strana” e che reca “un conforto che oggi quasi più nessuno conosce. E questa sensazione – continua Sebald – la provai in particolare con il brano che i musicanti suonarono alla fine, fuori programma. Era come un canto di commiato dalla vita nella sua interezza e mi ricordò, fin nei dettagli, l’Andante sostenuto della Sonata per pianoforte in si bemolle maggiore che Franz Schubert, nato a Himmelpforgrund, aveva composto poco prima della morte con quella sua peculiare sicurezza da sonnambulo. Continuo a ritenere inverosimile che i saltimbanchi corsi possano avere creato da sé, per una seconda volta, una musica tanto incomparabile nella sua solennità; più credibile, invece, così mi veniva da pensare, che l’avessero udita un tempo chissà dove e – cosa comprensibilissima – non l’avessero più dimenticata. […] La mia sensazione quella sera non fu solo come se, per la prima volta dopo tanto tempo, di nuovo mi si allargasse il petto, ma anche come se dall’interno il mio cranio si elevasse fino al firmamento, esso si sciogliesse insieme con il mio corpo inutile, che andava facendosi via via più trasparente. Che cosa i suonatori provassero eseguendo quella musica viennese, giunta loro chissà da dove, non sono in grado di dirlo, ma so di non essere stato l’unico nel pubblico a sentirsi schiudere il cuore, perché a più di una di quelle donne, in silenzioso ascolto accanto ai loro bambini, gli occhi si fecero d’un tratto lucenti di lacrime: io le vidi asciugarseli furtive; ed erano lacrime non già di letizia quanto piuttosto di cordoglio per la nostra vita, fatta in fondo soltanto di calcoli sbagliati, e perdite incolmabili”.

Il passaggio rappresenta un fulgido esempio del modo di procedere di Sebald: un semplice episodio che riemerge dal passato, diventa emblema, segno, dell’esistenza tutta.

Il “miracolo” dei Moments musicaux

Poche pagine, solo 64, compongono Moments musicaux, ma in ognuna di esse Sebald compie una sorta di miracolo: trasforma il passato in un serbatoio inestinguibile di vicende dimenticate e apparentemente irrelate, di personaggi singolari e stravaganti, di luoghi familiari e esotici.

Non solo, rende questi caleidoscopici elementi pronti a essere dipanati e “risuscitati” sul filo dell’associazione di idee, delle coincidenze bizzarre, e delle reminiscenze musicali, giacché il risuonare di segrete concomitanze è proprio il principio ordinatore della scrittura sebaldiana.

Sebald, autore di opere fondamentali come Gli emigrati, Gli anelli di Saturno, Austerlitz, Storia naturale della distruzione e molte altre, offre a noi lettori la prospettiva di una realtà in cui sotto la superficie dell’accadimento emerge sempre una ricorrenza, un senso del mondo, un significato da cogliere, nostro è il compito di disvelarli.

A cura di Wanda Folliero

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