INTERVISTA | YATO: elettronica d’autore in “Post Shock”

Yato, Stefano Mazzei, cantautore electro vocal intervistato dal Blog della Musica, parla del suo album Post Shock e del singolo e video che abbiamo visto Electro Hardore

Con il singolo Electro Hardore il nostro YATO segna un ponte di comunicazione indelebile e solido tra la forma canzone pop e un linguaggio sperimentale che abbraccia elettroniche visionarie e nuove frontiere digitali. E’ con tutto questo disco dal titolo Post Shock che il nostro Stefano Mazzei – vero nome del cantautore versilliese/toscano – che il dialogo si fa complesso ed esteso. Il concetto che troviamo nel singolo viene esploso e dipanato nelle mille sfaccettature che si presentano davanti in una produzione che può attingere alle infinite risorse dei computer. Il vero magico equilibrio e ascoltare qualcosa che non rilascia quel sapore scomodo di “io invece avrei fatto così…”. L’intervista per gli amici di Blog Della Musica

Musica elettronica. Un po’ riduttivo da dire. Musica d’autore: abbastanza fuorviante. Allora che etichetta possiamo dare per orientarci?
SynthRock e SynthPop con un sapore tutto mediterraneo! Il progetto “YATO cantautore electro vocal” ed il nuovo album Post Shock sono un vero e proprio cross over musicale in cui la forma canzone è ricercata e portata in itinerari non formali o strettamente legati ad un genere che siamo abituati ad ascoltare, che sia più o meno pop-olare piuttosto che indie, e dove gli arrangiamenti, le sonorità e le atmosfere contaminano il testo al punto da rilanciare significati profondi, a volte nascosti dietro le stesse parole, tra le righe, fra le ombre di un testo. Il risultato è di una groove e di un beat che fanno ballare mentre si parla dell’amore, come immagine che ci trasporta, del “panico”, nelle sue piccole ma così sostanziali particolarità di vissuto, dei “post” o meglio della relazione che intratteniamo con il “social” degli anni 2000! Nei brani strumentali, invece, il progetto ed il nuovo album solcano mari e toccano coste, atmosfere e panorami anche differenti ma comunque appartenenti ad uno stesso territorio: un po’ come fare la circumnavigazione dell’Italia!

Quanta America che sento dentro questi brani. Meno nel singolo di lancio che pare aderire più alle tradizioni di casa nostra. Però per il resto direi che New York la vedo ovunque o sbaglio?
Bè, ultimamente New York piacerebbe vederla anche a me! Non sbagli! Gli echi americani ed anche quelli di casa europea, londinesi e berlinesi, sono di sicuro tra le mie corde se si pensa a progetti come Nine Inch Nails, New Order, ma anche Depeche ed altri ancora!

YATO oggi: ti manca la dimensione da gruppo?
Fortunatamente no! Il progetto Yato cantautore electro vocal è un open project cui partecipano bravissimi musicisti! Nei live, il progetto si presenta sia in versione J-set che in formazione YATO band a seconda delle date live, delle location o dei festival! Nel disco, oltre me, hanno suonato anche Matteo Franchi (chitarra), Lamberto Cresti (basso), Riccardo Cardazzo (batteria) e Dj Bassound con cui abbiamo viaggiato di brutto e con poche cose nello zaino… un minimal sound nel remix di “Ormonauti”, brano del precedente album Fuck Simile. In questo nuovo lavoro 2017, “Post Shock”, ho avuto il piacere di collaborare per la sua realizzazione con dei grandi della zona, da Ben Frassinelli a Pio Stefanini e Tommy Bianchi, con cui ho curato recording, mix e master!..e poi mi fermo! Insomma come vedi…cerco e ricerco la dimensione del gruppo!

Un’autoproduzione: ti è mancata una direzione artistica?
A tratti si. Ho curato personalmente la direzione artistica a partire anche dalla pre-produzione e via via. Ho avuto, come ti dicevo prima, la fortuna di aver lavorato a stretto contatto con degli ottimi professionisti e con cui ho dato acqua a questo fiore, il nuovo album. Tuttavia, in certi momenti, è stato particolarmente faticoso. Mi piacerebbe coinvolgere nel progetto una direzione artistica esterna! Vedremo! Proposte? 😉

Per chiudere: qual è il vero dettaglio che ti porti sempre dietro, disco dopo disco e anno dopo anni, quasi fosse una firma di identificazione per ognuno dei tuoi brani?
La capacità d’identificarsi, nella musica, col mondo, con gli altri, di non tenersi stretti, in modo possessivo, quella menzogna a sé stessi che sta nell’avere un’esclusiva, unica e riduttiva identità, per quanto “commercialmente” possibile certo, e non temere, soprattutto, la potenza e la forza dell’identificazione: un po’ come dire “Alcuna identità, solo identificazioni”. Questa frase, però, non è mia!

Info: https://www.facebook.com/yato.music

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